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L'ora del cannibale: bisogna spolpare tutti

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Per quanto possa essere un campionato infernale, un girone difficile, con un numero x di variabili, le certezze in C esistono. Devono, esistere. E una di queste sarà sempre l'esperienza, l'abitudine all'approccio a partite certo, si preparano da sole mentalmente, ma vanno veicolate nella direzione del risultato. Non è il tempo del calcio champagne e forse neanche dello spumante. E' il tempo di un buon vino rosso di personalità, a cui si deve affiancare una buona carne fornita dagli avversari: a mangiarla, è chiamato Domenico Toscano il cannibale. 

Perché se la rosa del Catania non è così superiore a quella del Benevento, lo è leggermente rispetto a quella del prossimo avversario, la differenza sostanziale deve allora farla la panchina e la sua esperienza: ce l'ha Serse Cosmi ma non in una categoria che è cambiata rispetto a quando l'ha tastata 26 (VENTISEI) anni fa; non può averla allo stesso modo Floro Flores dopo 15 panchine contate. Scusate la franchezza, lo dicono anche gli ingaggi dei tre tecnici. Ci aspettiamo la mano di Domenico Toscano nei prossimi 8 giorni di passione, di cuore come lui stesso ha sottolineato, e di calcio: la sua impronta non necessariamente sulla fluidità del gioco, ma sull'interpretazione tattica del match, sulla carica da trasmettere ad una squadra che lavora con lui da ormai tanto tempo e si prepara di fatto ad una spedizione campana. Anche Toscano si gioca tanto, per la sua carriera da vincente assoluto, preparatore di big match, e perché no nei confronti di una società che poco più di un girone fa ha rinnovato il suo contratto.

E a chi potrà pensare che adesso stiamo mettendo pressione, rispondiamo: e allora? Ma volete che un allenatore con tutti quei campionati vinti senta la pressione? Toscano si starà beando della tensione accumulata, perché un allenatore così vive per questi momenti in cui vuole dimostrare perché deve. E' l'ora del cannibale, bisogna spolpare.