Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Bilancio: poco da cui ripartire, tanti gli interrogativi...

Dirigenza Catania

La stagione è appena finita, la delusione di Catania è cocente, ma non c'è tempo per fermarsi e l'analisi di ciò che è appena andato in archivio deve essere lucida e immediata. Del resto il mese di giugno è ormai alle porte e la domanda che tutti si pongono non è se ci sarà una rifondazione o meno, quello sembra alquanto scontato, ma quali saranno i margini della rinnovazione e se c'è qualcosa dell'ultimo anno che può essere salvata. Partiamo dall'aspetto meramente sportivo e di campo. Toscano non sarà confermato e con lui il suo staff tecnico e dunque ance il preparatore. La sensazione è che il Catania sia arrivato alla fine di un ciclo che forse non è mai esploso realmente, ma che vedrà per diversi interpreti la conclusione dell'avventura in rossazzurro. ai giocatori arrivati già qualche anno fa come Bethers, Celli, Quaini (anche se quest'ultimo potrebbe essere anche riconfermato), ad altri in scadenza come Di Tacchio; ad altri in prestito D'Ausilio (opzione di riscatto) e Pieraccini (diritto di riscatto); ed infine a chi nonostante l'arrivo la scorsa estate o il rinnovo già firmato sembra più un punto interrogativo che altro come Raimo, Di Noia, Rolfini e Caturano. Il nome che fa sperare è quello di Leonardi, e chissà magari il Catania potrebbe ripartire anche dalla sua freschezza. Ovviamente qualcuno dei giocatori citati rimarrà e dovrà ritagliarsi spazio con intelligenza, la maggior parte invece farà le valigie, ma dovranno essere fatte riflessioni attente e ponderate… ma da chi?

Ecco che si arriva per direttissima al secondo punto ossia la dirigenza. Capire da chi poter ripartire sembra davvero un rebus. Zarbano non ha convinto, e dalla prima conferenza in camicia alla scelta (condivisa) di Viali, passando per la volontà di parlare in prima persona di mercato, gli errori sono stati diversi. Proprio il Direttore Generale aveva come obiettivo quello di sbagliare il meno possibile, ma la sua posizione sembra a rischio. Inutile parlare del Ds che comunque sarà sicuramente nuovo e a sceglierlo sarà certamente Grella. Nonostante la voce della piazza e l'ammissione da parte dello stesso vicepresidente di essere sotto valutazione come tutti, il Catania dovrebbe ripartire proprio dalle sue decisioni. Pelligra non dovrebbe cambiare nulla in tal senso ma forse utilizzare altri supervisori in stile Tucker e Carrozzi, ma ciò comporterebbe ulteriori spese. Poi c'è l'ambito marketing e quello comunicativo, ed anche in questi settori potrebbe cambiare qualcosa alla ricerca di un po' di ordine e indirizzi precisi. Infine lo staff sanitario che già dopo la prima stagione in C doveva essere cambiato per ammissione della stessa dirigenza, lo scorso anno a chiedere dei cambiamenti fu lo stesso Toscano… domani cosa succederà?

Fino a qui purtroppo le cose da salvare e da cui ripartire non sono tante, e quelle menzionate non rappresentano certezze. Diciamoci la verità la reale unica buona notizia su cui costruire il progetto futuro si chiama Torre del Grifo. L'elemento più importante è la nuova-vecchia casa del Catania che potrà essere un luogo di crescita e sviluppo, ma solo se utilizzato in maniera assennata. Certamente l'investimento è stato e sarà importante, e la speranza è che questo esborso non possa inficiare sul budget da disporre per altri ambiti. Infine un ultimo elemento da cui ripartire è il fattore casa. Il Catania ha mostrato quest'anno quella solidità e forza che il Massimino ha sempre garantito. Per carità il dominio sull'avversario si è visto raramente (ed è ciò che permetterà l'upgrade), ma la consapevolezza e la solidità percepite hanno fatto iniziare le partite agli etnei con due punti già in tasca. Poi c'è la Primavera e il Catania Women che hanno dato soddisfazioni e che dovranno vivere un'ulteriore sviluppo, soprattutto l'ambito giovanile per sfornare giocatori validi per la prima squadra. Insomma il presente non è roseo, inutile girarci intorno, ma il vero cambiamento dovrà arrivare dalle persone, dalle idee e da un modo di fare già all'apice diverso rispetto al passato.