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Pagellone difesa: la grande forza, la grande debolezza

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Il titolo fa già intendere come il reparto arretrato sia stato un paradosso, o forse l'ennesima conferma che i play-off siano davvero un campionato a parte. Ma andiamo all'analisi in maniera induttiva, cioè dal particolare al generale, iniziando dalla porta.

DINI 6,5 - Se il Catania ha mantenuto la porta inviolata al Massimino per 16 partite di fila è anche merito delle sue parate. A memoria ricordiamo il rigore parato a D'Ursi, gli interventi contro il Monopoli, ma soprattutto in trasferta in tante partite non perse come Cerignola, Cavese, Monopoli al ritorno stesso. Il finale è in continuo peggiorare, però, togliendo sicurezza alla retroguardia.

BETHERS S.V.

IERARDI 6,5 - Il più continuo della retroguardia, anche prolifico con 3 gol importanti in momenti delicati. Dopo l'infortunio non è lo stesso di prima, del resto 3 mesi fuori non sono pochi. Sicuramente è quello che interpreta meglio il ruolo di braccetto con un po' di spinta, nonostante le caratteristiche fisiche da centrale puro.

DI GENNARO 7,5 - Aloi, Cicerelli, con il senno di poi il suo infortunio è quello più determinante perché specchio della decadenza sul campo dei rossazzurri. C'é una difesa prima e una difesa dopo di lui, due gol che sapevano di promozione, non raggiunta.

CELLI 6 - Alti e bassi come sempre, non spinge mai nonostante le doti che possiede glielo permetterebbero. Impara a difendere, non è mai riuscito a coniugare fase offensiva e difensiva.

PIERACCINI 7 - Il partire dalle retrovie non lo deconcentra, neanche l'aver iniziato a singhiozzo quando chiamato in causa, perché con il tempo diventa il miglior marcatore del Catania. Sia a destra che a sinistra, in difensore non troppo alto e neanche corpulento, costretto a giocare d'anticipo. Lo fa molto bene. Nell'ultima contro l'Ascoli gioca al centro fornendo una prova mostruosa a fronte di un 9 molto abile a muoversi.

MICELI 5 - Non è Di Gennaro, ma neanche quel gran difensore di categoria di cui si parlava al suo arrivo. Timido a volte, spesso impreciso, troppi gol evitabili dalle sue parti.

CARGNELUTTI 4 - Voto più che per lui, per chi lo ha strappato ad un Crotone in cui faceva bene ed era titolare, per portarlo ad un Catania che ne aveva poco bisogno. 4 presenze, due da titolare, quasi sempre insufficiente; simbolo di un mercato di distruzione. Il suo voto sommato a quello di Miceli non fa neanche doppia cifra, parte del problema difensivo del finale è spiegato.

ALLEGRETTO 6 - L'ultimo in gerarchia a fine estate, Toscano lo vede poco, poi lo salva quando è costretto ad utilizzarlo. Si dimostra un difensore di categoria, nonostante le imprecisioni. Non fa mai disastri e cerca di mettere pezze, sufficienza piena.

CASASOLA 7,5 - L'ultimo periodo con la freccia in basso causa condizione fisica post-infortunio non influenza una stagione in cui è stato il più pericoloso di una squadra piena di trequartisti. 3 gol e 7 assist, ma una costante presenza in fascia immarcabile per 3/4 di C. Difensivamente ha meno presenza. ma le scivolate in recupero sono un suo must. Un bel giocatore davvero.

DONNARUMMA 5,5 - Perché non ha sempre spinto come nell'ultima uscita? Forse per direttiva, ma i suoi cross non sono malvagi. Quando li effettua. E' rimasto sempre troppo arretrato mettendo in sofferenza la qualità offensiva della fascia. Un peccato: la palla per Lunetta a Benevento, le reti coraggiose contro Foggia e Lecco, un rammarico vero e proprio.

PONSI S.V. - Forse è meglio cercare il suo voto sul pagellone della dirigenza.

RAIMO S.V. - 368' in campo, poteva essere usato di più per non portare Casasola al finale di stagione con la bomboletta d'ossigeno. Poteva dare qualcosina? Intanto contratto rinnovato di un anno.

Un reparto generalmente da 8 fino a gennaio, con 0 reti subite al Massimino per quasi tutto il campionato, poche anche in trasferta. 8 reti subite in 4 uscite ai play-off, il racconto dell'unica sicurezza costruita e poi distrutta molto velocemente.