Numeri di un naufragio, il capitano Grella riflette?
Il presupposto è che se la pagella dice 4 a chiunque, la "sediolina" - come si diceva a scuola ai nostri tempi - non ci sono numeri da analizzare. O forse sì, relativamente, per spiegare un naufragio tecnico imbarazzante: il Catania di Viali non è stato in questo mese una Ferrari, ma un Titanic che ha imbarcato acqua salatissima dopo qualche km, poca strada fino ad un Crotone dal sapore di non ritorno. 4 attaccanti ieri, 4 raccolte di statistiche impietose su Bruzzaniti, Cicerelli, D'Ausilio e Lunetta. Non è cambiato quasi nulla con Forte e Caturano in campo, con i pitagorici anche spreconi. Perché nulla è cambiato o vuole cambiare nella testa di una squadra ormai incapace di assimilare quanto trasmesso dal tecnico. Sono giocatori di C anche per questo, non è solo la tecnica ma è soprattutto la testa.
Quattro attaccanti dicevamo, 3 tiri verso la porta avversaria. 9 cross tutti fuori misura, 7 dribbling riusciti. Sembrano numeri di una prestazione, sono invece quelli complessivi di un reparto intero. Ma è forse la partita di uno come Di Tacchio che spiega anche di più: 3 chiusure, solo due palloni recuperati, 4 persi. Non sappiamo con certezza se siano espressione di una "volontà" conscia o subconscia, ma è il decalogo di un Catania passato in un mese da essere la paura di ogni seconda e terza degli altri gironi, alla meno temibile sulla carta. La più vulnerabile. La meno esaltata forse tra tutte le 28 partecipanti. Grella valuta? Zarbano cosa pensa? I giocatori sanno cosa stanno gettando al vento?
