Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Incantesimo Massimino

Il ‘Velo Magico’, 'L'incantesimo del Presidentissimo' o il “Destino rossazzurro”, chiamatelo un po' come volete, ma ciò a cui stiamo assistendo al Massimino è una favola incredibile in cui un alone di magia permette agli etnei di avere una porta inviolata e la speranza intatta. 13 vittorie e 2 pareggi, 31 gol fatti e 0 subiti. Al cospetto di questi numeri è inutile aggiungere parole perchè la proporzione degli elogi è equivalente alla incredulità provocata dalla lettura, ma certamente si può dire che non vincere un campionato con questo rendimento interno sarebbe un peccato enorme. Dopo la moria di punti di inizio febbraio e le due trasferte deludenti di Potenza e Siracusa, il Catania ha ancora alzato i giri del suo motore sfruttando il fattore casa, l’apporto dei cambi e quella fortuna che non può mancare a chi vuole vincere il campionato. La porta di Dini (in casa) è incantata e, nonostante qualche rischio crescete nelle ultime giornate, alla fine magicamente la sensazione di impotenza avversaria permane. Forse anche solo per una questione psicologica.

Quello che resta dopo il Giugliano sono i tre punti, è la tensione vissuta dopo la notizia diffusasi tra gli spalti del vantaggio del Benevento, ed è la capacità di far rimanere viva la speranza sfruttando un trampolino. Adesso non resta da capire se si assisterà ad un doppio carpiato alla Cagnotto stile cinque cerchi; se sarà un tuffo a pesce da un bel gommone al largo di Taormina o se sarà una panciata clamorosa. Impossibile quanto inutile sbilanciarsi in previsioni o ipotesi. Contro la Salernitana sarà ovviamente una gara tosta ma sono I campani ad essere con l’acqua al collo. Il Catania può vincere e deve cambiare marcia in trasferta, magari proprio proprio grazie a una scintilla cosi evidente.

Toscano chiede serenità, l’ha invocata e ottenuta grazie a D’Ausilio, ed é per questo che forse proprio l’ex Avellino potrà essere protagonista sin da subito. Servono uomini giusti al posto giusto, perché la frenesia e l’ansia non devono essere trasmesse, né in campo né in panchina, ma controllate con uno stop orientato verso la lucidità. Non nascondiamo la polvere, il Catania oggi appare più perforabile, probabilmente più per le assenze in mezzo che per la mancanza di Di Gennaro; in avanti le condizioni di Caturano e soprattutto Forte preoccupano ma le risorse sono così tante da non poter avere alibi. Home sweet home, dunque, nonostante la prestazione non convincente e i rischi dietro, ma adesso bisogna rendere più dolce o comunque saporito il percorso esterno se si vorranno trasformare le speranze in qualcosa di più…