Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Pagelle, centrocampo: il grande rebus, in cerca di qualità

Dopo l'analisi approfondita del pacchetto difensivo, adesso è il momento del pagellone riguardante il reparto probabilmente più discusso: il centrocampo. Partiamo da un presupposto e cioè che ogni valutazione deve tenere conto dell'infortunio di Salvatore Aloi che ha condizionato certamente il girone di andata, ma che non è stato sostituito con la necessaria attenzione durante il mercato di gennaio. Certamente non sappiamo come sarebbe andata con l'ex Avellino in campo, ma sicuramente Di Noia non ha garantito quella crescita dal punto di vista tecnico e qualitativo che invece era palesemente necessario. L'ex Trapani si è visto poco con appena 12 presenze e solo 539 minuti in campo, infortunatosi a fine stagione e protagonista nei playoff, si fa per dire, solamente nella gara di Ascoli. Troppo poco ed il voto non può che essere insufficiente: 5

QUAINI 6,5 - Dopo due anni sembrava arrivato il momento dell'addio. E invece rilancia. Un’annata in cui sono stati più i bonus che i malus, certo qualche errore viene in mente ma non si può recriminare nulla di fronte all’impegno e alla determinazione offerte. Sempre troppi cartellini, ma anche in questo caso c’è stato un miglioramento con una gestione più oculata nel finale di stagione

DI TACCHIO 6,5 - L’epilogo è pieno di amarezza per la reazione del Massimino ad alcune dichiarazioni “ingenue” rilasciate dopo Ascoli-Catania, ma la prestazione nella semifinale di ritorno è l’emblema del professionista. Determinazione, rabbia e corsa anche in versione torre aggiuntiva sui rilanci di Dini. Rispetto allo scorso anno ha anche trovato la via della rete in 2 circostanze ma i 36 anni pesano e difficilmente verrà riconfermato. Sicuramente al Catania sarebbe servito un giocatore con caratteristiche diverse in mezzo al campo, però rimane la bontà della stagione del numero 14

CORBARI 5 - Il suo acquisto è stato probabilmente un esperimento nel tentativo di trasformare una mezzala in un mediano box to box. Operazione fallita, non sappiamo se per demeriti di apprendimento o di insegnamento, rimane il rammarico di non averlo mai visto comunque in versione “mezzala assaltatrice”

DI NOIA 5,5 - Arrivato a gennaio come mancino capace di garantire dinamismo e personalità, in effetti è sembrata una brutta copia di Di Tacchio. Unico ricordi positivi, paradossalmente, le due gare più complicate in trasferta con Salernitana e Benevento. La domanda sul futuro nasce spontanea, se però verrà riconfermato servirà qualcosa di più in campo

JIMENEZ 6 - Non è un centrocampista ma all’occorrenza lo abbiamo visto anche nella linea a due. Difendere non è il suo forte, impostare neanche ma in generale il modo di stare in campo dei rossazzurri non ne permetteva un utilizzo in quella zona di campo. Forse lavorandoci dall’estate si potranno ottenere risultati diversi, ma per adesso il tentativo non ha dato frutti sperati. Chissà in un futuro potrebbe specializzarsi anche come perno basso del centrocampo a tre però alla base ci dovrà essere la voglia di farlo