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Benevento-Catania, il confronto: sitemi difensivi diversi ma solidi

Benevento e Catania arrivano al big match del Vigorito con stati d’animo non del tutto analoghi, così come le condizioni psico-fisiche dei tre reparti. Inutile dire che, risultati alla mano soprattutto dopo il pari di Salerno contestuale al successo sannita a Potenza, la squadra di Floro Flore arriva all’appuntamento galvanizzata ma cerchiamo di analizzare le due formazioni nei dettagli. Poniamo il focus sulla difesa:

Il pacchetto arretrato é il punto di forza degli etnei ed infatti nel confronto i rossazzurri dominano la scena. I soli 15 gol subiti da Pieraccini e compagni sono un fiore all’occhiello, ma in realtà i giallorossi non sono tanto distanti con soli 5 gol al passivo in più. In generale la squadra di Floro Flores ha mostrato di essere più perforabile, ma nelle ultime 5 gare sono stati appena 2 i gol subiti, mettendo in campo più muscoli e maggiore attenzione alla fase di non possesso.

L’acquisto di Caldirola é stato il rinforzo del mercato di gennaio che può fare il pari con gli acquisti in casa rossazzurra di Cargnelutti e Miceli. Sicuramente però il Benevento ha potuto costruire una certa solidità senza dover rimodellare tutto come avvenuto per il Catania dopo l’infortunio del proprio leader difensivo. Se da un lato i rossazzurri hanno fatto della difesa a tre 3 del sistema difensivo la base identitaria, dall’altro la svolta per il Benevento é arrivata con il cambio di modulo passando dalla linea a 3 del 3-4-3 di Auteri al 4-2-3-1 provato da Floro Flores per la prima volta contro la Salernitana. Insomma due fasi difensive simili per numeri ma diverse nell’interpreta ma che verranno di certo messe a dura prova nei novanta minuti più importanti della stagione