Editoriale: Attendere, prego...

Cerchiamo di fugare il campo da equivoci: sia che il Catania avesse vinto, sia che avesse perso o, appunto, pareggiato il commento di fondo sarebbe stato sempre lo stesso, e cioè che si dovranno aspettare altre uscite per vedere meglio la mano di Viali. Certo il tecnico rossazzurro ci ha messo molto del suo per spingerci verso un primo commento corposo legato al suo credo tattico, alla sua voglia di innovazione, alla spinta e alla propulsione offensiva, ma non cadremo nel tranello. Non sosterremo con estrema convinzione assolutistica ciò che si è notato nel primo tempo: un Catania confusionario, tanti buchi difensivi, pochi palloni in area di rigore e l'assenza di quella verve che tutti si aspettavano. Noteremo con dovere di cronaca l'abbassarsi di Di Tacchio tra i due difensori, ma anche il vuoto che a volte ciò generava in mezzo per via di una rotazione generale non perfetta; annoteremo i pochi palloni giocati da Caturano e le iniziative a volte dettate dall'egoismo dei trequartisti. Questo soprattutto nel primo tempo, perchè nella ripresa sosterremo che la manovra sia migliorata, così come la percentuale di possesso palla e di conseguenza la pericolosità.
Non diremo quasi nulla perchè tutto è troppo prematuro, e forse proprio per questo l'esordio di Viali ce lo spettavamo più orientato al mantenere i punti di forza del passato, cercando di aggiungere piano piano. Così non è stato (o solo in parte). Da un lato potrebbe essere una notizia positiva che denota personalità, ventata d'aria fresca e coraggio; dall'altra potrebbe essere anche un passo più lungo della gamba per una squadra che possedeva delle certezze fra cui l'inviolabilità della porta del Massimino. La strada è quella della trasformazione, ma come in ogni processo bisognerà capire quale sarà nel medio periodo (tra tre partite) la risposta effettiva dei protagonisti di tutta questa faccenda: i giocatori. Sono loro che scendono in campo, sono loro che hanno bisogno di punti di riferimento ma anche di libertà; di sprone ma anche di certezze. Sono loro che avranno letto in mattinata le parole al miele del vecchio tecnico ed ascoltato attentamente gli spunti del nuovo; ma sono anche loro che hanno ricevuto l'accorato invito di tirare fuori gli attributi da un pubblico che vuole vedere qualcosa di meglio.
“Il focus deve essere sul risultato”. Queste erano state le parole di Viali nel prepartita e in questo senso non può che essere insoddisfatto. C'era la voglia, sempre del tecnico, di vedere una squadra con idee chiare e così nel primo tempo non è stato. Ciò che c'è di estremamente positivo, però, è l'impatto che l'intervallo ha avuto sul Catania. Viali è riuscito a migliorare la sua squadra, a farsi seguire concettualmente e toccare le corde giuste. I tifosi più ottimisti ripartiranno da questo; quelli più pessimisti dalle défaillance del primo tempo; il primo tifoso, Pelligra, da cosa ripartirà? Sicuramente è già ripartito da un portafoglio aperto, ma è l'arrivo che gli interessa, e cioè essere in uno stadio il 7 giugno, ad esultare ed esaltarsi. Per adesso bisogna limitarsi tutti ad aspettare e vedere cosa riserverà questo finale di campionato e quanto sarà in un certo senso “allenante”. Poi si
