Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Sapore di 'Toscanelli'

Scritto da Stefano Auteri  | 

Toscano torna, la squadra va malamente sotto, il secondo tempo è arrembante, il Catania attacca con tutto il suo potenziale offensivo e segna al novantatreesimo in mischia con il simbolo del Potenza: Caturano. Bella sceneggiatura e bel film, ma lo spettacolo visto nell'ultima gara di campionato al Massimino non ha offerto proprio tutto ciò che si poteva sperare, a partire proprio dal risultato finale. Se l'analisi fosse sterile e si fermasse all'1-1 lo sconforto potrebbe prendere il sopravvento, perchè gli etnei non vincono da quasi un mese e perchè il ri-esordio di Toscano non ha magicamente reso il Massimino nuovamente inviolabile, ma la realtà è un'altra cosa e bisogna cercare di approfondire maggiormente. Ciò che è evidente è che l'obiettivo del tecnico calabrese sia di permettere al Catania di ritrovare se stesso, quella versione che sfruttava la foga agonistica soprattutto in fase difensiva e che aveva fatto della solidità la sua forza. Un Catania non indimenticabile estericamente e non bastevole per il primo posto che, però, a conti fatti oggi avrebbe fatto comodo rispetto a ciò che si è visto nelle ultime settimane. Toscano deve ancora ‘maneggiare’ la sua creatura, ma il passo indietro è stato causato dagli scompensi vissuti nelle ultime settimane.

C'è un aspetto che è giusto sottolineare: il Catania nel secondo tempo ha messo alle corde il Potenza. Le motivazioni potrebbero essere diverse, compresa la paura che ha pervaso gli avversari, ma la sensazione è che questa emozione sia stata indotta dalla voglia di Forte e compagni di recuperare il parziale. Un altro fattore indiscusso porta il nome di Cicerelli. Il modo in cui il numero dieci è entrato in campo è stato impressionante. Sono bastati uno stop da applausi ed un doppio dribbling per fare capire il possibile andazzo della serata, e così è stato. L'apporto dell'uomo più tecnico e fantasioso deve essere l'arma in più nei playoff perchè il Catania ne ha bisogno come l'ossigeno, e se la tecnica viene abbinata alla cattiveria agonistica la situazione può diventare molto interessante. Attenzione poi anche ad un altro input, stavolta arrivato dalla panchina. Toscano ha deciso di fare all in con tutti i suoi trequartisti a disposizione già al sessantesimo, e probabilmente Caturano sarebbe entrato poco dopo se Corbari non si fosse infortunato. Un po' ciò che successe qualche mese fa contro la Cavese, ma stavolta la fluidità del palleggio del secondo tempo è stata soddisfacente, ed il ritmo più tambureggiante.

Insomma avete presente quell’odore di sigaro misto a erba bagnata che si respira all’ingresso nello stadio? Il ritorno di ‘Toscanelli’, di quel binomio fra l’uomo in panchina ed il numero dieci, ha rinnovato una sensazione conosciuta, non del tutto appagante ma di certo più confortante rispetto al recente passato. Detto ciò, però, non hai vinto, non hai segnato e neanche impegnato poi così tanto il portiere avversario. Un altro fatto su cui si deve intervenire che rimanda la mente al passato. Il risultato è l'unica soluzione per racimolare fiducia e sorrisi convinti. Del resto è impossibile chiedere uno sforzo di positività alla tifoseria che ha espresso inevitabilmente il proprio disappunto con cori e striscioni. Due posizioni diverse, quelle delle due curve, non per forza distanti ma sicuramente con lenti orientate su protagonisti apparsi in opposizione nella cronaca recente. La Sud più concentrata a criticare l'operato della dirigenza; mentre la Nord ha espresso la sua forte delusione nei confronti dei giocatori. Entrambe le reazioni erano ipotizzabili, ma evidenziano come ci siano responsabilità diverse sul banco degli imputati; quel banco che potrebbe saltare tranquillamente se ci fosse un po' di tempo per rinsaldare il tutto. Così non è, e allora contro l’Atalanta per non perdere il secondo tempo, e poi tutti in un ritiro spirituale fino all'esordio nei playoff.

Ad oggi la sensazione è che ci si possa aspettare di tutto, perché la vis pugnandi di Toscano è notevole e può generare partite come quelle di Benevento e Salerno. Chissà in tutto ciò cosa avrà pensato il presidente Pelligra, apparso sorridente e chiacchierone con i suoi “dipendenti” nel prepartita, e complimentoso dopo il triplice fischio. Probabilmente l'ottimismo classico degli imprenditori pervade anche lui che quest'anno è stato esente di critiche, ma che a prescindere dall'epilogo di questa stagione dovrà in qualche modo fare il punto della situazione per evitare che la sua creatura perda credibilità o incorra in futuri errori