Scelte sui singoli: rinnovazione orientata dal mercato e zoccolo duro da ritrovare...

Il rischio del ‘passo più lungo della gamba’ è il ritornello che ha accompagnato sin dal primo momento la decisione del Catania di dare vita ad un processo di metamorfosi tattica e di identità, ma le riflessioni sui rischi non riguardano solo ed esclusivamente l'aspetto tattico. Per sviluppare il suo 4-2-3-1 Viali ha preso alcune decisioni importanti riguardanti non tanto le rotazioni in mezzo al campo o i movimenti da effettuare, quanto l'utilizzo o meno di alcuni elementi. Dopo l'esordio in cui non sono stati eccessivamente alterati gli equilibri per quanto riguarda le scelte dei singoli, nelle due partite successive qualcosa, anzi più di qualcosa, nella distinta ufficiale si è notata. Le esclusioni di Donnarumma, Ierardi e Quaini non sono passate del tutto inosservate, e a queste si aggiungono quelle abbastanza nette di Pieraccini, che ha disputato solamente il secondo tempo con il Casarano, e di Allegretto.
Le motivazioni tattiche di alcune scelte sono abbastanza chiare. In difesa Celli garantisce maggiore duttilità potendo essere utilizzato in maniera più convincente rispetto a Donnarumma da braccetto nell'alternanza tra linea a quattro e linea a tre, mentre Cargnelutti dovrebbe ricoprire con più facilità il ruolo di centrale a quattro rispetto a Ierardi o Pieraccini. La condizione psico-fisica poi di Donnarumma non è ottimale e un po' di alternanza potrebbe far ricaricare le pile. Tutto giustificabile, ma inevitabilmente qualcuno sarà scontento, così come l'ingresso in campo con cattiveria e determinazione da parte di Quaini ha dimostrato che forse il tandem con Di Tacchio può essere riproposto. In maniera più o meno indiretta il rischio è quello di creare una contrapposizione netta nelle scelte fatte sui singoli rispetto alla gestione di Toscano dove tanti di questi nomi hanno rappresentato l'ossatura identitaria, mentre altri come Bruzzaniti e Di Noia apparivano come alternative non del tutto convincenti, e Cargnelutti addirittura un giocatore parcheggiato in panchina. Certo, il confine con la dietrologia e la lettura forzata di una situazione non per forza dettata dal ragionato utilizzo di chi è arrivato a gennaio, è labile ma la mancanza di risultati potrebbe acuire dinamiche di spogliatoio per ora sottese.
Viali ha chiarito che la volontà contro il Picerno è stata quella di dare continuità al secondo tempo di Latina, ed è giusto dare credito a questo intento, ma adesso bisognerà capire se dopo le prestazioni deludenti di alcuni vorrà mettere alla prova nuovamente i vari Ierardi e Pieraccini (probabile almeno uno a Crotone vista l'assenza per squalifica di Casasola) o se la linea sarà stata tracciata. Chissà in questo momento quali siano le riflessioni e le valutazioni della dirigenza che dovrebbe fare da trait d'union fra le cose positive del passato e ciò che viene ricercato nel presente; chissà se Pastore e Grella stanno dialogando col tecnico per ottenere qualcosa in più non alterando gli equilibrio rodati dal passato, ma il tempo a disposizione è poco e non sono ammessi troppi esperimenti. Anche per questi motivi la sfida di Crotone rappresenta una tappa importante e cruciale, oltre che un'occasione per colmare la curiosità provocata dalle ultime prestazioni.
