Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Adda passà 'a nuttata

Scritto da Stefano Auteri  | 

Scrivere oggi della frustrazione di ieri è davvero difficile, forse perchè l'umiliazione di un 4-0 in una semifinale playoff ha avviluppato una città che adesso è consapevole di aver quasi definitivamente sprecato un altro anno. Il titolo dell'editoriale è ‘adda passà 'a nuttata' riferendosi alle scorie di ieri sera, ma in realtà a passare devono essere i giorni che separano da una gara, quella di mercoledì che sembra avere poco senso. Con che spirito si attende una sfida in cui all'andata hai perso 4-0 senza minimamente mostrare reale antagonismo, in cui il dominio avversario è apparso asfissiante, in cui alcuni giocatori correvano a malapena e dalla quale la testa è colma unicamente di pensieri negativi? Con che spirito una città che già ha espresso il suo sostegno polverizzando i biglietti nelle prime due ore di prevendita dovrà andare al Massimino, senza sapere neanche realmente bene il perchè? Ed infine, se il Catania verrà eliminato, che senso avrà avuto una stagione in cui è vero che il club ha migliorato il piazzamento degli anni precedenti, ma dalla quale uscirà senza Direttore Sportivo e con un progetto tecnico da cambiare nuovamente?

No, oggi non è il momento della pietra tombale perchè ancora c'è una partita da giocare ed in cui far rispettare una maglietta stropicciata e calpestata al Del Duca, ma purtroppo la fossa il Catania se l'è scavata da solo. Nel campionato troppi alti e bassi, troppe trasferte sprecate, troppi infortuni (più o meno dettati dalla sorte), troppe decisioni discutibili della dirigenza. Nei playoff la speranza che Veronello potesse essere una Lourdes de noantri non ha mai convito in toto, perchè per tempistiche non c'erano i margini per sovvertire un finale di stagione oltremodo negativo. Non c'era neanche la possibilità di tirare a lucido i vari Casasola, Donnarumma, Di Noia, Miceli, Cicerelli e Forte; e ad aggravare il tutto si erano presentate le ricadute di Rolfini e Lunetta. Con il Lecco le sensazioni erano positive, ma già prima del quarto di finale ci eravamo permessi di avanzare perplessità sull'incrocio successivo, a prescindere dall'avversario, ma proprio per le condizioni generali degli etnei. Poi il miracolo poteva materializzarsi, teoricamente può ancora avvenire. Ma meglio prepararsi al peggio.

A margine di tutto il discorso fatto, ed in attesa della gara di mercoledì, c'è un'unica costante che si nota nel duello con Benevento ed Ascoli: il sorriso è generato dal divertimento. A Benevento Floro Flores ha cambiato lo spirito della squadra infondendo fiducia ed allegria nel provare le giocate; ieri sera nel post partita Tomei ha parlato di una squadra che crede nel progetto sostanzialmente perchè si diverte. Personalmente non credo che ci sia una sola via per centrare il risultato, l'importante è che tutto il gruppo creda fermamente in ciò per cui si lavora, ma se nel fare ciò si aggiunge una buona dose di divertimento, forse la strada può essere maggiormente in discesa. Il calcio di oggi dice questo, forse vuole dirlo a tutti i costi per attirare più portafogli possibili, ma sta di fatto che anche ieri la filosofia del divertimento ha vinto contro quella della cieca abnegazione (non fraintendete, non che non ci sia impegno da ambo i lati), dalla Serie A con il Como ai danni del Milan, alla maledetta Serie C. Ripetiamo non c'è una ricetta, ma c'è un andazzo che i giocatori stessi, probabilmente, percepiscono. Ci vediamo mercoledì, ricordando sempre e comunque che si tratta di ragazzi, di uomini, di persone, che hanno le loro responsabilità ma che non staranno vivendo sicuramente con indifferenza l'umiliazione vissuta e che hanno fatto vivere. Dopo mercoledì, se sarà il momento, Pelligra dovrà tirare un'altra linea e fare bene i conti