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Editoriale: ‘O’ Sistemone’

Il Catania di Toscano è un sistema oleato dove tutto gira alla perfezione secondo i dettami del tecnico

Scritto da Stefano Auteri  | 

Negli anni novanta e primi duemila spopolava 'O' Sistemone', un metodo scientifico che permetteva di ottenere risultati su tutti i campi sfruttando calcoli matematici. Beh Toscano ha sicuramente dato vita al suo di 'Sistemone', basato sulla semplicità matematica per cui subendo zero tiri in porta sicuramente non perdi, e se hai 8 super giocatori offensivi, probabilmente la vinci. In realtà, scherzi a parte, l’accrescitivo ‘Sistemone’ deve essere applicato per via di una chiara evidenza, se vogliamo anch'essa scientifica: il Catania ha un vero e proprio 'sistema' vincente e quando si crea un sistema, i singoli sono degli ingranaggi che si inseriscono in un meccanismo oleato. Che giochi Allegretto o Ierardi, che venga lanciato in campo un neoacquisto come Miceli, che le pedine vengano poste nei ruoli congeniali o costrette ad adeguarsi, poco importa perchè tutto segue una linea precisa improntata sulla determinazione, attenzione e fame. Il sistemone di Toscano è un terreno fertile su cui è cresciuta una folta vegetazione davanti a Dini che impedisce agli avversari anche solo di vedere la porta rossazzurra. Le memorie storiche più longeve incontreranno sicuramente difficoltà a rievocare la sensazione non solo di impermeabilità della porta etnea, ma proprio di impotenza avversaria. Al Massimino il Catania non subisce tiri in porta, e non per modo di dire, ma con statistiche alla mano, contro chiunque e nonostante i necessari adattamenti di formazione. Un evento di tale portata non può che far essere oltremodo ottimisti in vista del finale di campionato.

C'è un aspetto, però, che merita di essere evidenziato alla stregua della solidità difensiva. Leggendo le distinte ufficiali, si è notato subito come in campo si sarebbe visto un Catania totalmente inedito. Mai quel terzetto difensivo; mediana senza Di Tacchio; ed infine un tridente mai visto dal primo minuto vista la presenza di Rolfini come titolare. Cosa sarebbe successo? A questa domanda ha risposto il campo, regalando un Catania tecnicamente al di sopra del proprio livello medio di espressione; sempre insuperabile in difesa grazie alla densità che produce anche dovendo a volte rimediare ad errori di posizionamento; e costantemente bravo a sfruttare gli spazi concessi da squadre che non parcheggiano pulmini davanti alla porta. Tutto perfetto alla ‘Toscano maniera’ con un gol per tempo, con sostituzioni ponderate e arrivate chirurgicamente al momento giusto (dal punto di vista temporale e nelle zone chiave), e con una condizione fisica generale davvero esaltante. Ecco si parla poco probabilmente di quest'ultima caratteristica, perchè il Catania è la classica squadra di Toscano che corre per 90 minuti e mantiene sempre un livello di intensità altissimo. Troppa poca esaltazione, soprattutto rispetto alle critiche, comunque giustificate, dello scorso anno.

E adesso? Beh probabilmente guardando il calendario nel girone di ritorno erano presenti due grandi scogli: il primo rappresentato dal binomio Monopoli-Cosenza; il secondo dalla famosissima super trasferta Salerno-Benevento. Il Catania è passato indenne da una pericolosissima strettoia, uscendone più consapevole e affamato, in un momento reso ancor più difficile dal mercato aperto che però ha consegnato risorse importanti e sfruttate immediatamente. Sorrento, Trapani, Cerignola, Siracusa e Giugliano sono le sfide che separano il Catania dai due big match di inizio marzo; tutte partite alla portata ovviamente degli etnei che dovranno unicamente continuare a seguire le leggi del ‘sistemone Toscano’ aggiungendo sempre qualcosina in più in trasferta sotto il profilo offensivo. La speranza poi è di recuperare nel più breve tempo possibile il proprio capitano che a Salerno e Benevento sarà fondamentale, e per concludere la società dovrà essere brava a mettere ordine nel mercato in uscita. Impossibile dire come andrà a finire ma poterne parlare da protagonista è un qualcosa che Catania merita, e che da troppi anni non avveniva