Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Pagelle attacco: nessuno in doppia cifra, qualche sorpresa in mezzo alle delusioni

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

L'ultimo step delle valutazioni riguardo il comparto rosa, quello più doloroso per certi versi perché ha un rapporto tra bonus attesi e bonus messi a segno veramente inaccettabile (basti pensare a Cicerelli e Caturano). Basti pensare che in 7 hanno bucato la porta 32 volte: praticamente 4 volte e mezza a testa. E quasi nulla in trasferta, il che mette a nudo le già conclamate difficoltà lontano dal Massimino, determinanti in negativo.

CICERELLI 6+ - Un po' un dilemma la decisione del suo voto, tra una sufficienza severa ma che gli addosserebbe le colpe non sue per l'infortunio, ed un mese di ottobre che sembrava il preludio ad un crescendo continuo. Alla fine prevale una via di mezzo, perché ci si aspettava comunque di più in senso numerico (6 gol, 3 assist) e di pericolosità inesplosa. Ma per colpa sua o della libertà che non ha avuto?

LUNETTA 7 - Lui rende eccome, al netto dei problemi muscolari che lo hanno frenato da gennaio in poi. Un attaccante che ha rispecchiato quanto voleva il suo allenatore per intensità e cattiveria nell'attaccare gli spazi, con il risultato di 9 reti e 6 assist. L'ex Atalanta ha rappresentato l'imprevedibilità in un reparto che di monotono ha avuto troppo. E poi la duttilità: attaccante destro, sinistro, punta ed esterno basso ma sempre con l'attacco alla porta nella testa.

D'AUSILIO 6- - Troppo altalenante, anche in maniera strana perché da subentrato è capace di entrare bene o male; se spacca la partita e la volta dopo parte titolare, spesso non si conferma. Tante partite in casa il Catania le ha sbloccate con il suo muoversi su tutta la trequarti, e questo lo sa fare a differenza di altri. Però resta pochino nonostante le sole 19 partite da titolare ed i 5 assist: nulla rispetto ai 14 di Avellino. Ha pagato forse anche il non poter agire da solo dietro due punte, la sua comfort zone.

BRUZZANITI 5 - L'emblema che vive Catania città da una vita: ed alimenta negativamente la fama di città divora giocatori, incapaci di replicare quanto mostrato lontano dall'Etna. Eppure l'esordio contro la Cavese aveva promesso bene con un buon piglio a parte i due assist. Toscano lo utilizza Monopoli e lo lascia nello spogliatoio a fine primo tempo, ed accadrà anche altre volte; Viali sotto impulso della società lo utilizza invece in maniera compulsiva, ottenendo un cross che diventa gol ed un tiro deviato in rete. Differenze tra girone B e C? Contesto Catania che stava ormai implodendo? Acquisto semplicemente sbagliato?

FORTE 6,5 - Un attaccante deve segnare e 9 gol non sono pochi, neanche troppi. Ma la meno sospettabile tra le punte in rosa risulta la più utile tra affidabilità fisica - non che non ne sia stato colpito eh - e presenza in campo. Un lottatore mancino sempre utile per ogni squadra, se sta bene. Peccato averlo perso di fatto da marzo fino ai play-off. Curiosità, i suoi gol hanno portato 7 punti netti.

CATURANO 5 - Non entra in forma perché Toscano lo usa con il contagocce, o Toscano lo usa con il contagocce perché non entra in forma. Domandona. Noi dobbiamo analizzare i 4 gol fatti dopo quattro stagioni consecutive in doppia cifra. In tutti i gironi. Siamo sempre lì, inspiegabile quello che succede ai numeri 9 da queste parti. Stagione per certi versi ingiudicabile la sua perché la sensazione è che non ci sia mai stato, ed i suoi 2 spunti consecutivi a gennaio sono stati il preludio al poco e nulla successivo.

ROLFINI 5 - Lui sì che arrivava con la nomea dell'infortunio facile, ma lo stesso numero di gol fatti di Dini fa specie, per una punta. E poi appunto gli infortuni, prima muscolari, poi traumatici e di nuovo muscolari. Sfortunato il ragazzo, perché poteva dare qualcosa ma resta tutto in potenza. Stagione da ricordare la sua più per le polemiche arbitrali che l'hanno visto protagonista che altro.