Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Momento delicatissimo

Scritto da Stefano Auteri  | 

Che il momento fosse delicato lo sapevamo tutti, così come si sapeva che il Cerignola sarebbe stato il peggiore degli avversari affrontabili, ma l'amarezza per la mancata vittoria pervade comunque il popolo rossazzurro. Il pareggio interno contro i pugliesi se non è vera e propria buccia di banana, poco ci manca, perchè il Catania ha giocato discretamente contro una buona squadra ed ha creato alcune occasioni da rete, ma alla fine lo 0-0 pesa maledettamente. Nel bene e nel male sono i risultati a fare la differenza, i punti persi o guadagnati alle avversarie, ed il Catania non ha saputo rispondere per la seconda volta di fila al Benevento vittorioso contro il derelitto Trapani. Come dicevamo non si tratta di uno scivolone totale perchè la prestazione non è da buttare, ma sarebbe da ipocriti dire che la classifica non conta, ed il momentaneo meno 8 non può che alimentare il nervosismo già visto in campo per tutti i novanta minuti. C'è però una parola importante da ricordare: ‘momentanei’, perchè vincendo il recupero con il Trapani, il Catania avrebbe 5 punti di distacco dalla vetta che ovviamente non sono irrecuperabili, anche se lo spauracchio del doppio impegno in trasferta di inizio marzo, oggi, fa più paura.

Come gestire allora questo momento? Solo ed esclusivamente lavorando e facendo punti. E' vero, il mese di febbraio doveva essere quello del rilancio e della possibile fuga per arrivare con margine agli scontri diretti, ma in realtà sta avvenendo l'esatto opposto. A cercare l'affondo sono i campani che stanno macinando punti su punti sfruttando tutto ciò che è sfruttabile, mentre il Catania sembra vivere sul filo del nervosismo ed è anche per questo che ulteriori partite senza vittorie potrebbero far esasperare l'ambiente. Il calendario adesso dice che all'orizzonte ci saranno Siracusa, Trapani e Giugliano: se il Catania non dovesse mettere a referto 9 punti, allora sì che le riflessioni e le preoccupazioni potrebbero prendere il sopravvento, ma se dovesse arrivare un filotto la sinfonia potrebbe cambiare nuovamente. Contro il Cerignola non si è vista una squadra passiva ed impotente come nello 0-0 col Sorrento, forse è proprio questo l'appiglio per le speranze dei tifosi di ricucire il distacco, ma si è capito ancora una volta come ciò che ha offerto la formazione etnea non sia bastevole, e dunque si debba cercare obbligatoriamente un ulteriore miglioramento.

Capitolo nuovi. Al netto, come sostenuto in precedenza, di una prestazione non così negativa, è altrettanto vero che è mancato l'apporto dei nuovi innesti. Il faro a centrocampo, il leader difensivo ed il sostituto di Cicerelli non si sono visti. Cargnelutti proprio per nulla; Di Noia e Bruzzaniti inizialmente per scelta tecnica, poi per carenza di incisività in campo. Purtroppo serve un'accelerata da parte di tutti, e nonostante il mantra legato ai tempi di ambientamento, le lancette corrono veloci un po' come il Benevento. Toscano deve riuscire a esaltare i giocatori a disposizione dal centrocampo in su, cosa che non si nota su diversi fronti.

In tutto questo calderone c'è un paradosso perchè un pareggio amaro fa a pugni con una giornata storica riguardante Torre del Grifo. Pelligra ha fatto la sua parte, forse tardivamente da un certo punto di vista, sicuramente correttamente sotto il profilo dell'investimento, ma la sostenibilità del centro sportivo è legata allo scalare delle serie. In B e soprattutto in A Torre è un valore aggiunto, in C un potenziale peso. Bisognerà avere la giusta lucidità e lungimiranza dunque nelle decisioni inerenti al polifunzionale e alla sua gestione (qui Toscano non potrà essere l’uomo con pieni poteri decisionali), ma sicuramente bisognerà centrare altrettanti importanti obiettivi paralleli in campionato. Guardare se stessi, dice giustamente il tecnico etneo, ed allora fare un filotto in trasferta e sfruttare maggiormente le azioni in fase offensiva diventano gli imperativi delle prossime settimane. Prima arriva un bel febbraio per arrivare con margine agli scontri diretti; adesso oltre a tre vittorie di fila, servirà una doppia impresa a Salerno e Benevento. Infattibile? No; incredibilmente difficile? Sì