Lodi: il direttore d'orchestra è tornato. Ora gli strumenti sembrano suonare all'unisono

Francesco Lodi

L'effetto Lodi, come sempre, ha lasciato strascichi perché un giocatore come lui, le punizioni come le sue, la sua personalità non passano inosservate e producono conseguenze rilevanti. Quel sinistro magico, anche se gli anni non sono più 21, continua ad essere un'arma letale e così come è accaduto a Ragusa, saranno tante le sfide aperte, decise o semplificate dalla sua immensa qualità su calcio piazzato, perché Lodi non è solo la punizione diretta, ma anche gli assist per i vari Somma, Lorenzini, Sarao, o la pressione costante verso portiere e difesa quando per tre volte di fila si vede arrivare un tiro alla Palanca direttamente da corner.

Lodi è Lodi e se in passato lo si è discusso soprattutto in funzione del mancato movimento dei compagni, adesso non è certamente diventato un faticatore della mediana ma la condizione fisica sembra ottimale e Ferraro può mettere al suo fianco dinamismo a profusione. Rizzo, Palermo, Vitale, Buffa, Bani, Russotto sono solo alcuni dei nomi da poter sfruttare per avere volume e verticalità nella mediana, ma a dettare le linee di passaggio dovrà essere la spregiudicatezza dei terzini e la capacità di giocare anche dentro il campo da parte degli esterni alti. Il resto lo farà Lodi e la sua capacità di fare girare palla e squadra ad una velocità diversa rispetto alle altre squadre.

Catania riparte dal suo numero dieci che per la terza volta è tornato a dare una mano all'Elefante che dal canto suo non avrà di certo la memoria corta e ricorderà un legame indissolubile. Le critiche sono alle spalle, adesso bisogna ragionare sul presente e su quanto di buono può fare un direttore d'orchestra quando tutti, ma davvero tutti, gli strumenti suonano all'unisono.