Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Troppo tardi

Mettiamo subito i puntini sulle ‘i’: gli attributi ci sono, anche abbastanza grossi, perché non vai a Salerno e Benevento con tale personalità e determinazione da mettere sotto la capolista. Purtroppo c’è un peró: gli attributi in trasferta si sono visti tardi e solo con i forti; e poi un problema pratico perché Floro Flores si è vestito da Toscano, ha portato a casa in contropiede tre punti e (probabile) promozione, lasciando gli etnei con un pugno di mosche. E allora la trentesima giornata, nonostante tutto, non può che essere l’emblema della frustrazione. La frustrazione dell’orgoglio rossazzurro dei tifosi, palesato, sbandierato, rispettato dai ‘colleghi’ ma calpestato; la frustrazione per settanta minuti di altissimo livello ma alla fine senza vittoria. L’unica cosa che conta oggi é una domanda: cosa resta?

Resta sicuramente la consapevolezza che il Catania ha identità e personalità; resta sicuramente la certezza che il Catania ha una tifoseria incredibile; resta la misera speranza di poter centrare la promozione in altro modo. Nessuno avrebbe mai voluto scrivere queste parole, troppe volte riciclate, ma tant’é. I rossazzurri devono mangiarsi mani, braccia e spalle perché il campionato lo si poteva vincere e la gara di Benevento lo dimostra. Non si è primi non per mancanza di coraggio nelle tane dei “forti”, ma nelle casette dei più deboli e questo deve fare flettere soprattutto in ottica playoff. Arrivando eventualmente secondo potrai avere dei vantaggi, a quel punto vorrai gestirli con estremo equilibrio o giocare come a Benevento?

 La riposta la dovrà avere Toscano che sicuramente ha la squadra in mano visto che ha dimostrato di saper gestire i momenti della partita proprio come vuole il suo tecnico. L’alternanza di pressione alta e di blocco basso si é vista bene, a differenza per esempio di Siracusa, ma appunto bisognerà proseguire su una strada fatta di consapevolezza. Poi c’è la piazza. Il modo con cui è arrivata la sconfitta, dopo una buona prestazione, permetterà forse di attenuare in parte la delusione perché distruggere tutto sarebbe l’errore più grave. Ed infine c’è la proprietà: il presidente responsabile economicamente Pelligra ed il vicepresidente Grella, responsabile delle scelte, come avranno perso l’ennesima promozione diretta sprecata? Oggi fa male tutto e a tutti, domani la ferita sarà meno aperta ma non bisognerà scordare l’insegnamento, perché il Catania ha buttato le occasioni di febbraio e non dovrà buttare ciò che arriverà in primavera