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Editoriale: 'Under' un treno

Francesco Forte

Pensate a fine dicembre, alle vacanze di Natale alle porte, ad un Catania in rampa di lancio grazie alla doppietta di uno Jimenez pronto a pseudo annunciare il suo rinnovo, e la vista su un mercato di riparazione che avrebbe potuto sanare le perdite di Aloi e Cicerelli. Tornate al presente. La sensazione non può che essere che peggio di così non si sarebbe potuto arrivare ai playoff e che il Catania sia uscito da sotto un treno trovando il pari contro un'Under che sembrava proprio una locomotiva. Purtroppo la realtà del momento è questa, e ad un certo punto se il Foggia avesse pareggiato lo sconforto sarebbe stato totale; ma il punto ottenuto non confonde i contorni di una partita oltremodo deludente, anche se per certi versi in sintonia con altre in trasferta vissute anche prima di Viali. Pensiamo alla fase offensiva? Troppo, troppo poco. Che giochino D'Ausilio, Lunetta, Cicerelli o Bruzzaniti la sostanza non cambia e non possono bastare 20 minuti iniziali o un flipper trovato nel finale. Del resto cosa ci si doveva aspettare di diverso dal ritorno di Toscano che in conferenza post gara ha inevitabilmente parlato di dover ‘riavvolgere il nastro’? Passiamo al morale che è sotto i tacchi visti non solo i numeri deficitari con una sola vittoria nelle ultime 6 partite ed un solo clean sheet nelle ultime 7, ma a mancare è proprio la solidità difensiva che il ritorno del tecnico calabrese avrebbe dovuto (almeno in parte) garantire. L'atteggiamento generale desta preoccupazione, per via dell'assenza di una sufficiente dose di cattiveria, fame e determinazione. A Caravaggio il Catania sarebbe dovuto ripartire dal secondo tempo arrembante visto con il Potenza o almeno da quella voglia assoluta di vincere che invece si è intravista per pochi minuti, e se a tutto ciò aggiungiamo gli infortuni, la depressione rischia di prendere il sopravvento.

A ridosso degli spareggi non solo il Catania, ma nessuna squadra può regalare quattro giocatori infortunati di cui tre titolari; se poi questi ultimi portano i nomi di Casasola, Donnarumma, Miceli e Corbari ovviamente è maledettamente peggio. Una situazione paradossale, soprattutto se si pensa che Donnarumma e Casasola sono sempre stati fondamentali nell'economia del gioco di Toscano, essendo stati gli uomini più utilizzati, e forse spremuti che diventa tragica con l'uscita anzitempo di Lunetta (da poco subentrato) per un problema all'adduttore. Tant'è, però, e dunque il Catania arriva con le ossa rotte da tutti i punti di vista, perchè anche la condizione di alcuni elementi non infortunati come Forte, Raimo e Cicerelli non sembra ottimale, altri come Cargnelutti e Bruzzaniti sembrano parzialmente più o meno bocciati, e in generale i nuovi innesti non hanno dato il giusto contributo. Quella con l'Atalanta, a detta di Toscano, era già una gara di playoff ed è proprio questo a preoccupare. Se il Catania sarà questo, il rischio è che l'esito nefasto non sarà per mano di ragazzini Under 23, ma forse per merito di giocatori più esperti, ma sempre e comunque meno incensati dei rossazzurri.

E' inutile oggi andare a cercare i responsabili di un girone di ritorno che vede i rossazzurri al settimo posto con 29 punti, 7 vittorie, una media di 1,5 punti a partita e il dodicesimo attacco del campionato. Oggi l'unica cosa in cui i tifosi posso riporre speranze è che il ritiro a Veronello assuma i contorni del miracoloso, che possa rigenerare spirito e corpo trasformandosi in una combo tra Lourdes e un incontro di yoga con Massimo Gatto. Il dado è tratto, il campionato ha detto che il Catania alla fine ha messo in campo valori simili a quelli della tanto vituperata Salernitana, e adesso starà al club (intenso in generale in tutte le sue parti) trascinare la piazza con un ritmo ed una voglia maggiore in campo, o male che vada, conoscendo l'andazzo, commettendo meno errori possibili (frase di Zarbano di inizio anno che è un po' l'emblema della società). Catania è stanca della Serie C, non ne può più di sentire che i playoff sono una lotteria, che inizia un nuovo campionato, ecc… disintossichiamoci un po' tutti, e poi in due settimane sapremo se la sofferenza sarà finita. Oppure no.