Cosenza all'ultimo trenino per la vetta, ma il 2026 è iniziato da incubo
La sorpresa, per certi versi, della prima parte di campionato di Serie C sta rischiando di non meravigliare più. Sorpresa per le tante contraddizioni, da un lato lo stadio vuoto per la protesta dei tifosi alla proprietà Guarascio, dall'altro la rosa confermata nei suoi titolari rispetto allo scorso anno in B; in estate invece la scelta di Buscé arrivata quasi all'ultimo ed i problemi di organizzazione apparenti, già dal momento del ritiro pre-campionato. Eppure il calcio offerto dalla squadra calabrese è stato a tratti il migliore del girone, dopo le prime difficoltà messe da parte grazie allo slancio proprio della gara d'andata: 4-1 ai danni del Catania e ad oggi unico scoppolone preso dagli attuali primi in classifica. Attualmente sono 37 i punti totali, 5° posto, 34 gol fatti e 23 subiti; è il quinto rendimento difensivo.
Numeri non negativi, ma non certo da vetta. Perché qualcosa si è incrinato, nelle ultime partite soprattutto, ma con radici profonde da un po': la punta Mazzocchi che ha accusato un brutto problema alla spalla e non si hanno notizie sul ritorno, la rosa corta che comincia ad avere affanno. Il 2026 inizia da incubo con due sconfitte in casa per 0-2 ed un pareggio a Salerno, ma soprattutto 0 gol segnati. E il mercato non ha finora aiutato più di tanto: arrivati Ciotti, Emmausso, Ba e Beretta dagli svincolati per sostituire appunto Mazzocchi.
In vista di Catania per i Lupi sono arrivate notizie positive con i recuperi di D'Orazio e Ricciardi, ma come previsto non ci saranno tanti elementi: Ferrara, Florenzi, Kourfalidis, Cimino, Mazzocchi, Novello, Arioli e lo squalificato Ciotti.
