Editoriale: Recuperati punti e sorrisi
Il Catania fa il proprio dovere, seppur in colpevole ritardo, e si avvicina al primo posto, tornando ad una distanza generatrice di speranze. Come spesso è accaduto in questa stagione, le vicissitudini esterne hanno reso necessaria l'esplosione del ‘fattore Massimino’, ed anche contro un Trapani in difficoltà l'effetto del catino etneo ha fatto la differenza permettendo a Forte e compagni di mettere a referto la dodicesima vittoria interna e la quattordicesima partita di fila senza subire reti. Un dato quest'ultimo che incute timore a qualunque squadra sbarchi a Fontanarossa, meno forse a chi non ha dovuto prendere l'aereo ma che ha erroneamente cercato di giocare a viso aperto: chiunque si approcci in trasferta in questo modo contro il Catania non ha speranze. Discorso parzialmente diverso quando sono i rossazzurri a lasciare la Sicilia.
Inutile sottolineare quanto fossero fondamentali i tre punti, non soltanto per ridare adito alle speranze di promozione diretta e galvanizzare in vista del Giugliano e dei due big match di inizio marzo, ma anche per arginare la negatività dilagante degli ultimi giorni. In città già si rincorrevano voci e umori vissuti nel corso del girone di andata con fantomatici litigi interni, spogliatoi spaccati e infortuni teatralizzati. Troppo. Che in una stagione ci siano momenti difficili, anche tesi, di confronto e frustrazione è scontato, ma pensare che il Catania fosse imploso era un po' masochistico o comunque forzato. I presunti complotti così come i problemi interni irrisolvibili sono frutto di dietrologie figlie della paura che possa essere l'ennesimo anno sbagliato. Noi non sappiamo come andrà a finire (non solo la corsa alla promozione diretta, ma anche gli eventuali playoff), ma di certo la squadra non è morta e non rema contro nessuno. A Siracusa è stato tutto il piano partita esageratamente remissivo ed il resto lo ha fatto la tensione, la stessa vissuta con il Cerignola e spazzata via invece da un ottimo primo tempo con il Trapani.
Una ventata di positività era ciò che serviva, e la potenza delle quattro reti, delle azioni fluide, del divertimento vissuto e generato (seppur contro un avversario sbandante) rendono il momento meno amaro. Tra le note più liete impossibile non citare Quaini, autore di una prestazione autoritaria e libera dal punto di vista mentale (vedi alcune giocate giustamente forzate), il solito Casasola e l'impatto oltremodo positivo di Ponsi. L'ex Modena è stato autore di due assist ma anche di alcuni spunti interessanti in un frangente della partita “sereno”. Chiudendo gli occhi la sensazione era che si stesse assistendo alla gara contro il Foggia o contro il Monopoli di inizio anno, l'importante adesso è non ricadere nè in uno stato di eccessiva paura (Siracusa), nè in un atteggiamento supponente (Sorrento). Contro il Giugliano servirà un'altra vittoria, non importa come perchè l'unica cosa che conta è il modo in cui il Catania si avvicinerà a Salernitana e Benevento. Negli scontri diretti si saprà probabilmente molto, anzi moltissimo, della corsa al primo posto e della bontà delle speranze
