Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Ritiro ascetico per centrare ciò che è sfuggito. Errare è umano, ma...

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Il campionato è finito. E' il momento per il Catania di mettere un punto su ciò che è successo in questi nove mesi, di evitare frasi retoriche di circostanza inneggianti all'unione e alla ricerca di dimostrazioni, di disputare tutte finali ed altro del genere. Da adesso in poi dovranno essere annullati infortuni, frustrazioni e volti scuri (compresi quelli antecedenti alla gara con l'Atalanta), intercettandone le motivazioni e chiarendo ogni aspetto non convincente. Il ritorno di Toscano non ha portato la scossa sperata, il Catania non è apparso troppo diverso da una copia sbiadita di se stesso in cui la poca costanza nei novanta minuti è il tratto distintivo e per questo a Caravaggio la poca intensità e la mancanza della giusta dose di cattiveria nell'interezza del match non sono passate inosservate. Vincere i playoff con la passività non è di certo possibile ed è per tutti questi motivi probabilmente che la società, lo staff tecnico e i giocatori hanno deciso di cercare una sintesi a Veronello, nel corso di un ritiro in cui realmente si dovranno trovare soluzioni e rimedi.

Il primo obiettivo in questi 20 giorni è recuperare gli infortunati. Il Catania non può permettersi di non sfruttare l'agonismo di Casasola, la tenacia di Lunetta, la presenza di Miceli e l'esperienza di Donnarumma. Questi quattro uomini sono imprescindibili se gli etnei vorranno ambire alla conquista della promozione. Senza di loro la strada non sarebbe impossibile ma sicuramente molto ma molto impervia. Forse anche per questo c'è Veronello; o meglio non tanto per recuperare alcuni elementi, quanto per non perderne ulteriori… ma queste sono solamente illazioni. Insomma Caturano e compagni dovranno sin da subito, dai quarti di finale, dimostrare forza e determinazione, non perchè siano la squadra da battere ma perchè sono il Catania; perchè solamente sei partite li separano da una gloria che in questa città rasenta l'eternità (vedi Baronchelli &co.); perchè basta un colpo di gomma per cancellare dissidi ed una matita ben impugnata per disegnare la felicità