Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Numeri di un campionato finito male, ma la speranza...

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Finito il campionato, che per il Catania si può dividere in un pre-gennaio ed un post-gennaio, è tempo di un primo bilancio prima dell'ultima possibilità chiamata play-off. Il secondo posto è deludente, perché continuiamo a dire che la squadra di Toscano aveva le capacità per vincere il campionato su un Benevento con tanti punti di distacco a dicembre e sì bravo ad arrivare ad una media incredibile con Floro Flores, ma privo di una pressione degna nel momento decisivo. 70 punti in 38 partite come nel 2018 (ma con una partita in più rispetto ad allora), 25 gol subiti che determinano il miglior rendimento in 10 stagioni di C, 54 fatti e 6° rendimento del girone. Anche questo è un argomento, nonostante il parco attaccanti secondo noi più numeroso e vario delle avversarie, nonostante l'infortunio di Cicerelli; la media è di 1,42 reti a partita. 

1,82 punti a partita non sono bastati, perché l'indice in trasferta è troppo basso: 26 punti in 19 giornate non è stato accettabile, con solo 6 vittorie e una differenza reti che dice -1. Certo, un altro capitolo a parte lo meriterebbe l'ultimo mese. 2 sconfitte e due pareggi hanno anche abbassato l'entusiasmo e la certezza da “cuscinetto” mentale che elevava a favorita dei play-off il Catania, chiunque avesse vinto il campionato. Da aprile non è più così, tra responsabilità dei giocatori metaforicamente di gomma dinanzi alla scossa Viali, senza verve e cattiveria con il ritorno del loro tecnico, Toscano; e responsabilità della società nel giustificare le scelte come ponderate per tanto tempo, per poi ritornare molto velocemente sui vecchi passi gettando simbolicamente la colpa all'ex Ds. Il bilancio degli infortuni è lo stesso da anni, invece: pensate, distribuite tra 30 giocatori ci sono ben 156 partite saltate per problemi fisici, un'enormità che dura da che abbiamo memoria. 

E nonostante tutto ciò il Catania può vincere i play-off: a dispetto dell'essere la seconda che arriva peggio tra tutte. Perché ha un allenatore che sa vincere ma deve essere coraggioso; una squadra forte se recupera infortunati e fuori forma; se il ritiro a Veronello terrà lontani tutti coloro che poco c'entrano con l'ambiente rosa e soprattutto i cattivi pensieri. Tanti “se” che devono diventare certezza non negoziabile, a parte il reset che attraverserà come sempre una città pronta a spingere.