Top Player: Salvatore Caturano, la forma mentis del bomber
Essere attaccante, anzi bomber, non è un ruolo. E' più una forma mentis, perché non influenzato da tatticismi o dettami: un po' come accade a chi fa il portiere - sempre meno in realtà, con le fissazioni moderne di chi vuole renderli dei difensori centrali con i guantoni -, è un modo di giocare influenzato per l'80% da istinto. Salvatore Caturano è bomber totale, nel suo non poter avere feeling con il pallone giocando una media di 25' a partita, e nel saper trovare la sua dimensione in area di rigore. Ancora meglio in area piccola, per due volte consecutive. Un gol al 94' che significa una tempesta di cose, tanto per rimanere in tema odierno, aspettato maliziosamente leggendo la finta di D'Ausilio e la possibilità che quel pallone scodellato potesse attraversare tutta la retroguardia del Monopoli. Poi piattone sul filo del fuorigioco, sembra tutto facile.
Eppure era il 3° o 4° pallone toccato dalla punta in partita. Prima una sponda in uscita per i compagni, poi un pallone appoggiato per Corbari che stava diventando assist: nell'occasione, un Caturano al 100% forse avrebbe preferito il tiro, ma ci sarà tempo anche per quello. Soffermiamoci anche sul significato della rete, per il Catania: clou di una rimonta voluta, arrabbiata, a spiegare che il Catania non è una macchina efficiente ma soggetta ad inceppamenti se si rompe un semplice cerchione. La squadra dà ragione a Toscano, ritrova quel bomber che adesso inizia anche a segnare i gol pesanti, "promozione" direbbero gli emozionati da ieri sera; e una nuova prerogativa entra nel bagaglio culturale di una rosa consapevole di essere forte. Consapevolezza, da coltivare.
