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Top Player: Mario Ierardi, il paradosso del calabrone

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Ve lo ricordate quel meme, che poi origina da una leggenda metropolitana, del calabrone che non avrebbe la conformazione fisica adatta al volo, ma lui no lo sa e vola lo stesso? Il gol di Mario Ierardi ci ha fatto pensare subito a questo detto popolare, ed è giusto partire da questo per ergere la sua prestazione a migliore tra le sue fila: espressione di coraggio e volontà, nel recuperare palla, "fregarsene" di Casasola pronto a ricevere palla, puntare la porta e cercare Forte; e qui il suo lavoro l'avrebbe già fatto, invece si butta dentro chiamando lo scambio, creandosi lo spazio e scaraventando con il suo piede debole a rete. Manifestazione di quell'audacia volte mancata nel Catania, ieri ha pagato. C'è anche il suo zampino sul 2-2 provocato dalla preoccupazione di Marrone nei suoi confronti, nel momento più complicato prima dell'half time. 

Difensivamente il migliore dei suoi, nonostante 3 gol presi, con chiusure e limitazione su Kritta dal suo lato. Una costante di Ierardi, l'essere decisivo nei momenti complicati: pensiamo al gol contro il Siracusa quest'anno, o ancora lo scorso anno sul finale a Monopoli, o sempre ai play-off contro il Giugliano. Averlo visto, anzi non averlo visto, per quasi tre mesi da braccetto ha pesato senz'altro. Ma adesso Toscano ce l'ha e non ha paura di usarlo, per arrivare dove le condizioni atletiche e tattiche non lo permettono forse al 1000%100. Adesso Ascoli dove ci sia aspettano 180' diversi tra spregiudicatezza ed attenzioni maggiori. Il Catania avrebbe una struttura adatta al mandare in gol tanti fior di attaccanti, ma Ierardi non lo sa e va a segnare lo stesso.