Curiosità nome e stemma Catania: confronto con gli autori di 'Tutto il Catania minuto per minuto'

C'è una curiosità dietro alla scelta del nome Catania SSD per la nuova società che rappresenta la città etnea e che lega il nuovo alla storia del club. Nelle scorse settimane il Gruppo Pelligra, infatti, si è confrontato con la memoria storica dell'universo rossazzurro rappresentata dagli autori di ‘Tutto il Catania minuto per minuto’ (Buemi, Solarino, Quartarone, Giglio e Russo) che hanno stilato una relazione rispetto alla connessione tra la nuova era e le caratteristiche del passato sia sotto il punto di vista del nome che dello stemma (che potrebbe presentarsi con un elemento in meno rispetto al precedente). Ecco uno stralcio della relazione:

"Denominazione sociale
Cenni storici
La prima denominazione del Calcio Catania è S.S. Catania (Società Sportiva Catania) e risale al 1929, quando il regime impose che ogni capoluogo di provincia si dotasse di una società calcistica che portasse il nome della città. La definizione “Società Sportiva” indicava che il Club era attivo in diverse discipline sportive. La S.S. Catania fu per importanza tra le principali polisportive del centro sud, seconda forse solo alla  S.S. Lazio. Conobbe i suoi maggiori successi sotto la gestione del Duca Vespasiano Trigona di Misterbianco e la guida tecnica di Geza Kertesz. 
Nel  1946, dopo lo scioglimento della società originaria a causa della guerra, nasce il C.C.C. , Club Calcio Catania, risultato della prima rifondazione rossazzurra. Il nuovo Club condivide con il predecessore la maglia, lo stemma i colori sociali e anche  un buon numero di dirigenti e giocatori. La sigla C.C.C. è abitualmente usata in quel periodo nei titoli dei quotidiani cittadini che seguono le vicende della squadra.
Nel 1951 c’è un ritorno alla originaria denominazione di S.S. , ma dura un solo anno perché l’ambizioso progetto di creare una polisportiva si rivela non più percorribile.   
Nel 1970 con l’inizio del regime delle SpA il nome cambia prima in A.C. Catania (Associazione Calcio Catania), poi, nel 1975, in Calcio Catania 1946. 
Nel 2006 l’ultima denominazione Calcio Catania 1946 SpA.
 

STEMMA
Cenni storici
Lo stemma originario del 1929 è quello di un elefante che sovrasta lo scudo rossazzurro, venne riproposto identico al momento della rifondazione nel 1946. L‘ultimo stemma, quello col pallone che si aggiunge agli altri due elementi, nasce solo negli anni sessanta e viene usato con continuità solo a partire dagli anni novanta. 
C’è da considerare che questa versione necessita comunque di un ammodernamento, come testimonia il fatto che è stata giudicata uno degli stemmi meno belli d’Europa dalla rivista online FourFourTwo, probabilmente per la tonalità del pallone tendente all’arancione scuro e per la sua sproporzione rispetto allo scudo.
Nota sui colori
È altresì evidente che i colori sociali del Catania sono gli stessi del gonfalone cittadino, una prerogativa non comune fra i club calcistici, quindi sia un rosso che un azzurro accesi. Per intenderci, l’azzurro del Catania è più vicino al blu che al celeste.
A supporto di questa tesi, si noti la posizione dello storico presidente rossazzurro Giuseppe Rizzo, il primo capace di portare il Catania in Serie A al termine della stagione 1953-’54 e recentemente scomparso. 
Il Presidente Rizzo scrive il 30 marzo 2014 sul suo blog personale:
“Ho un solo rilievo da fare ai miei vecchi amici catanesi: i colori del Club erano e sono -rosso e azzurro- come quelli della città di Catania. Come sono nel gagliardetto, con l’elefante ornato in oro, che mi è stato donato dalle donne tifose catanesi in occasione della prima Serie A del club e che ancora custodisco. Non sono gli sbiaditi rosa-celeste di adesso”…

…Concludiamo sottolineando come i colori sociali, la denominazione e lo stemma siano i veri elementi identitari del Club e la loro importanza deve essere riscoperta. Solo una forte unione fra il Club e i tifosi intorno a valori condivisi non può che essere un obettivo prioritario del Catania del futuro"