Si alza il sipario, si alza l'asticella. Ciò che sappiamo e ciò che sapremo...

L'inizio davvero ufficiale della stagione è arrivato ed è il momento di fare sul serio. Per carità, non fraintendete, non che fino ad oggi il Catania di Pelligra abbia scherzato, anzi, ma il campo è l'unico e insostituibile giudice delle sorti di un progetto rispetto ad ambizioni e prerogative. Noi, oggi, sappiamo che la proprietà australiana vuole fare le cose in grande, lo abbiamo capito dalla campagna acquisti, lo abbiamo capito dalla composizione della dirigenza, lo abbiamo capito dai dettagli curati in maniera professionale e infine lo si è capito martedì sera con una presentazione lontana anni luce dal contesto della Serie D. Sappiamo anche che nessuno della dirigenza vuole nascondersi dietro a un dito, ponendo l'asticella ad altezze siderali, parlando ovviamente di promozione e non accettando alibi legati a pressione o responsabilità eccessive.

“Chi non è in grado di reggere la pressione non è adatto al Catania”. Questo è ciò che più volte è stato espresso dal vice presidente Grella che è consapevole dell'importanza di una buona partenza e della dimostrazione di tutto il potenziale messo a disposizione. Ecco questo è ciò che sappiamo, da domenica sapremo tante altre cose. In primis quale sarà la prima formazione scelta da mister Ferraro che domani sarà protagonista in conferenza ma che difficilmente si lascerà andare ad anticipazioni. Tutti titolari, nessuna gerarchia e apertura a tutti gli scenari sono le parole espresse fino ad ora, adesso sapremo se sarà realmente così o piano piano si intravedranno idee con contorni più definiti. Poi sapremo come stanno i singoli, a che punto è il processo di amalgama della squadra; faremo i conti con la categoria, con i pochi biglietti a disposizione e con trasferte agevoli sulla carta ma molto particolari; con squadre che daranno tutto pur di battere il Catania e con tante altre incognite.

Il concetto di base di questa stagione è semplice: il gruppo Pelligra si presenta e presenta il progetto rossazzurro come un progetto pazzesco ed ambizioso, di conseguenza ogni minimo errore si trasforma in qualcosa di inaspettato. Più le attese sono alte e più i dettagli sono sotto la lente di ingrandimento, e se per adesso non ci sono state sbavature (tranne San Cataldo), adesso il trend deve proseguire nello stesso modo. Ciò non vuol dire che a Ragusa ci si possa aspettare un Catania spumeggiante e devastante, ma neanche una partita di rodaggio perchè adesso si fa sul serio. Insomma la speranza è che le aspettative vengano rispettate, che l'entusiasmo continui a crescere e che la potenzialità si trasformi immediatamente in realtà