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Casasola e Donnarumma: la linea a 4 tra investimenti e resa effettiva

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Casasola e Donnarumma in realtà in fase di possesso hanno fatto quello che facevano prima. La mentalità senza palla è stata diversa, sì, ma ci tengo a sottolineare che il Casarano non ci ha creato pericoli da lì”. Ed è vero quello che dice Viali sui due esterni, almeno su Donnarumma che si è limitato ad avanzare di una decina di metri in fase di non possesso; oppure partendo più alto ancora da rimessa dal fondo a favore. Discorso un po' diverso per Casasola meno pericoloso senza palla, ma nei suoi standard per quanto riguarda il rapporto spinte offensive/cross: il terzino destro ha attaccato aggredendo gli ultimi 30 metri del Casarano in 11 occasioni, crossando 5 volte e forse anche meglio del solito. Ma risente a differenza del collega sull'altra fascia della mancanza del braccetto che possa coprirlo, ed anche se sul gol preso c'era Pieraccini a dargli una mano, quando il Casarano verticalizza al limite dell'area di rigore, Casasola sta ancora rientrando nella sua metà campo ed arrivando dopo a dare una mano. E' naturale, un prezzo da pagare. Lo dicono anche le poche chiusure per essere un terzino, 2, e gli 0 dribbling subiti, proprio perché ha passato molto tempo ad offendere soprattutto nella ripresa.

Per Donnarumma invece solo 2 cross e 4 spinte in attacco, un solo dribbling subito dopo 1', da quel Chiricò che paradossalmente ha poi smesso di creare pericoli punizioni a parte. E qui ritorniamo alle parole di Viali: poca sofferenza sugli esterni, perché i pericoli arrivano quasi sempre dal centro, lì dove la difesa deve riesumare i dettami della coppia centrale, ed il centrocampo deve abituarsi ad avere un uomo in più davanti, ed uno in meno alle spalle. Non sono poca cosa, i buchi dei primi 45' di cui non ha approfittato il Casarano. La prestazione degli esterni bassi mette in mostra luci ed ombre, è uno specchio di tutta la partita: bisogna vedere se Viali proporrà ancora queste soluzioni, o vorrà cercare altro mantenendo gli equilibri 10 metri più avanti rispetto a prima; soprattutto in trasferta, il vero banco di prova rispetto alla vecchia gestione. Il prezzo da pagare probabilmente rimarrà tale, se l'ambizione è la ricetta, ma i numeri diranno se l'investimento vale la resa finale.