Editoriale: Fato rovesciato
Il calcio a volte è strano e nonostante i 21 punti di distanza fra Catania e Cavese, la sorte (ed un buon Boffelli) sembrava aver deciso che il pomeriggio per i tifosi rossazzurri sarebbe dovuto essere amaro e deludente, ma le partite, come diceva Boskov, finiscono solo al triplice fischio. E allora ecco l'imperioso stacco di Di Gennaro e soprattutto la perla in acrobazia di Caturano pronte a ribaltare le emozioni, ad esaltare l'offensività dei cambi di Toscano e a far capire ancora una volta quanto gli episodi siano determinanti. Nel primo tempo il Catania, senza dover fare troppa fatica in costruzione, aveva creato tre incredibili palle gol, ma a tu per tu con il portiere avversario Jimenez, Lunetta e Casasola non erano stati abbastanza lucidi. Nella ripresa non era successo più niente, la Cavese sembrava aver preso coraggio, la traversa di Allegretto aveva le sembianze di una pietra tombale, ma il Catania ci ha creduto fino all'ultimo, e per questo motivo il 2-0 vale doppio.
Del resto per certi versi si tratta di una vittoria innovativa. Il Catania non aveva mai vinto una partita nei minuti finali, e soprattutto non aveva ancora mai potuto letteralmente abbracciare con gioia ed il giusto entusiasmo Caturano. Con il suo gesto tecnico l'ex Potenza ha rovesciato il voto di una prestazione che lo aveva visto, fino a quel momento, ai margini; e forse a livello individuale ha rovesciato l'intero destino di una stagione ad oggi deludente. La grinta con cui Toscano lo ha accolto in panchina dopo la rete è stata l’emblema di un'eruzione di sensazioni che adesso non si dovrà fare altro che canalizzare nel verso giusto. Da pareggio e giornata da dimenticare a tre punti preziosissimi e attaccante rigenerato il passo è breve… ma bisogna pur farlo.
La personalità e la voglia di vincere fino all'ultimo la partita sono le doti mancate in trasferta (in casa non ce ne è stato mai bisogno), e con la Cavese forse sono state alimentate anche dalla stessa panchina. Toscano ha rotto gli indugi diversamente rispetto ad altre circostanze, abbassando Jimenez in mediana con oltre trenta minuti da disputare e chiudendo la gara con lo spagnolo insieme a Lunetta, Bruzzaniti, D'Ausilio, Rolfini e Caturano. Tutti dentro perchè non ci si poteva accontentare. La stessa mentalità e lo stesso coraggio, anche in misura leggermente minore, saranno necessarie anche lontano dal Massimino, perchè gli etnei devono mostrare più sfaccettature e crescere ulteriormente come fiducia. Infine il capitolo mercato. Miceli è in arrivo; in avanti se Bruzzaniti si disimpegnerà come ha fatto all’esordio non sembrano essere necessari altri innesti; mentre è in mediana che serve immediatamente un innesto. Tutto ciò è fondamentale per chiudere il cerchio in una stagione che continua a sorridere in casa, e che adesso deve farlo in trasferta, bastasse anche un ghigno…
