Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: Tutto in 60 secondi

Scritto da Stefano Auteri  | 
Francesco Forte

Dopo il clamoroso successo mediatico di ‘Fuori in 60 secondi’, thriller-horror con venature psicodrammatiche diretto da Mattia Porro e interpretato, suo malgrado, da Emmanuele Cicerelli; a Picerno è andato in scena il sequel ‘Tutto in 60 secondi’ con protagonisti uno Squalo, un calcio piazzato, una difesa colabrodo ed una capolista che cerca di uccidere (per adesso al massimo maltrattare) il campionato. In barba ai lungometraggi, a Catania vanno di moda i ‘corti’ e nonostante le ataviche credenze giustificatorie dell'universo maschile, le misure contano eccome, e seppur minima quella registrata a Picerno ha permesso al popolo rossazzurro di godere dopo una settimana di frustrazione. E' vero, l'enorme potenziale del Catania fa sempre pensare a quanto sia importante come venga usato, ma questi sono altri generi di film…

La verità è che il Catania è questo: solido e pragmatico. La capolista vecchio stampo che segna nel primo tempo, subirà gol solo in casi eccezionali e praticamente sta già pensando a lasciare la mancia all'autista del pullman. Finchè la porta di Dini rimane inviolata e si vince va bene così, perchè il calcio è quella scienza di cui tutti parlano, che a volte si interseca con la filosofia, ma in cui conta solo che la palla entri in rete più volte dell'avversario. In questo il vicepresidente Grella aveva ragione perchè in generale per una città che vive e muore di calcio la differenza tra una settimana e l'altra è dettata solo da un palo o meno e da un errore o meno. E allora ecco ancora una volta che il mantra sembra proprio essere questo: “vince chi commette meno errori”, ed in effetti la difesa è tornata a commettere pochissime sbavature, e l'errore di Casasola nel finale è stato cancellato da quello ancora più grave di Bocic.

 

Il Catania sta dimostrando che il calcio non è una scienza e lo sta facendo sfatando alcuni principi ‘classici’. Contro il Latina e contro il Picerno in molti avranno pensato: “il Catania non la chiude e adesso arriva lo scherzetto degli avversari con un episodio qualunque”. Non è successo. Dopo le prime cinque giornate disputate al Massimino molti avranno pensato: “Eh sì ma adesso inizierà a subire gol in casa”. E vai di sesta, settima e ottava… Tutto ciò perchè in realtà non esistono verità, si può vincere in qualunque modo, e a Catania hanno ragione tutti: Toscano che è capolista con un ruolino in crescendo; e anche chi chiede un miglioramento della gestione del pallone per una crescita sotto tutti i punti di vista. Sicuramente entrambi volevano il due a zero, e sicuramente entrambi (nonostante le parole di rito) vedranno con estrema curiosità ciò che succederà lunedì sera tra Benevento e Salernitana. Certamente (legge dei grandi numeri o al massimo quella di Murphy) prima o poi Di Gennaro e compagni subiranno gol in casa e riandranno sotto in trasferta, sarà allora che dovranno dimostrare l'ulteriore step di crescita, indispensabile per vincere il campionato.

 

Ah quasi dimenticavamo che infine c'è un'altra sensazione che Toscano sta riuscendo a sovvertire perchè può succedere qualunque cosa: si possono rompere ginocchia, possono arrivare maxi squalifiche, ci possono essere voci su spogliatoio e complotti, si può infortunare il tuo unico esterno puro di sinistra e non avere il tuo capitano, ma non c'è aria di crisi e negatività estrema. Un merito questo che è forse il più apprezzabile perchè permette di condurre la squadra nei momenti burrascosi che una stagione, soprattutto in C, riserva, e che fa ben sperare in ottica futura. La società dovrà fare il suo con il mercato e mettendo a disposizione tutto ciò che può servire, poi, magari, sarà semplicemente la somma dei 60 secondi a far realizzare a tutti che sarà arrivato il tempo del rossazzurro