Editoriale: Livello rimonta completato
Si chiedeva una rimonta, di quelle belle, di quelle che tolgono il fiato quando il pallone gonfia rete e petto, di quelle che valgono 6 punti e che fanno pensare che potrebbe davvero non essercene per nessuno perchè questa è la stagione giusta. Ecco tutti accontentati. Cioè sia chiaro nessuno si auspicava che il Catania andasse in svantaggio per la quinta volta in stagione, però, come ha affermato Toscano, questo tipo di vittorie servono perchè sbloccano l'ennesimo livello di un videogioco che si sta facendo sempre più interessante ed appassionante. Dopo lo step della vittoria maturata nel finale fatto contro la Cavese, adesso è arrivato un altro passo importante abbinando un'altra vittoria al fotofinish con una rimonta dai contorni epici, grazie a due reti negli ultimi dieci minuti che hanno deciso una partita a dir poco complicata.
Dopo aver parlato del passo avanti, facciamone adesso però uno indietro. La gara di Monopoli non è stata perfetta, anzi. Il Catania ha trovato grandi difficoltà per almeno sessanta minuti non riuscendo praticamente mai a rendersi pericoloso. La sfida è stata la classica partita sporca di terza serie caratterizzata da falli ed errori tecnici con un Bruzzaniti meno ispirato dell'esordio ed uno Jimenez avulso dalla manovra. Ma il Catania l'ha vinta, ed è quello che fanno le grandi squadre quando le giornate sembrano essere storte e non si riesce apparentemente a venirne a capo. E' bastato utilizzare un po' di coraggio soprattutto con la mossa di Lunetta sull'esterno al posto di Donnarumma, l'ingresso di Corbari e la stella di Caturano. Sì proprio lui, ancora una volta. Il Sasà prima osannato e poi criticato, si sta prendendo il palcoscenico ma rimane chiaro un dettaglio: per lui, come per Forte o altri servono più palloni pericolosi all'interno dell'area di rigore.
Il Catania può vincere le partite, il Catania può vincere il campionato. Non giriamoci intorno. Questa squadra ha una rosa importante, ma soprattutto un carattere che le sta permettendo di risolvere tutte le situazioni complesse, che siano esse in campo o nell'infermeria. Ecco perchè bisogna crederci con fermezza e coraggio, riuscendo non solo a fare la differenza dietro, ma anche a imprimere una pressione ed una forza in avanti in casa, ma anche fuori. Tutto ciò sostanzialmente per due motivi: il primo perchè il punto di forza dell'organico è proprio l'arsenale offensivo; il secondo è la salvaguardia delle coronarie dei tifosi. Insomma in sette giorni la convinzione del Catania è enormemente cresciuta, la squadra deve continuare a giocare con coraggio perchè ancora una volta sono state trovate soluzioni e risorse per sopperire alle difficoltà senza abbandonarsi a ragionevoli alibi. E' questa la qualità più evidente e determinante della rosa di Toscano, una dote che pochi gruppi possono vantare e che di solito fa la differenza
