Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Top Player: salvatore elegante, Matteo Di Gennaro

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Iniziare il 2026 al Massimino come si era concluso il vecchio anno, con 2 gol fatti ma soprattutto 0 subiti, è una numerologia che comincia a diventare così assurda da diventare regola. Una tesi che la Cavese pur avendo per diversi tratti il possesso palla, non ha mai provato davvero a smentire. Il Catania che non prende gol il casa sembra un postulato; una cosa che semplicemente non accade. E grande merito va al direttore della retroguardia, Matteo Di Gennaro: partiamo dalla cosa meno scontata, che è il gol. Altra prestazione elegante, al netto di qualche incertezza che gli costa anche un giallo: Dini resta comunque inoperoso, e la legge dei grandi numeri sembra essere una leggenda metropolitana adatta agli studiosi di statistica.

Poi c'è il gol, quel "menomale che Matteo c'è" intonato nella testa di Domenico Toscano, tentato dall'autoschierarsi in attacco dopo aver messo in ordine Rolfini, Caturano, Bruzzaniti, D'Ausilio. Facendo uscire solo un attaccante. Con 6 giocatori offensivi in campo, la sblocca un difensore centrale, quello dei gol pesanti. Sono 6 i punti arrivati da partite sbloccate dall'ex Carrarese, sempre negli ultimi 20 minuti di gioco.

Infine un elogio alla difesa che pure ha accumulato tante mancanze per squalifiche o infortuni, eppure è finora sempre riuscita a reggere l'urto dell'avversario (a differenza dell'attacco in diverse occasioni) e delle partite accumulate senza concedere nulla. Possono mancare i vari Celli, Ierardi, Pieraccini, anche Di Gennaro, Allegretto. Il risultato è lo stesso, le sicurezze cementificate. Lavorare sulle insicurezze, deve essere ora più facile.