Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Toto allenatore: Caserta, le interminabili riflessioni. Ecco la situazione...

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Metà giugno già passata, e nonostante il Catania sia al lavoro con il suo ancora non annunciato Ds Varrà da ormai un mesetto, non è ancora stato deciso il nuovo allenatore. Dalla velocità nel fare i casting dunque, alla lentezza di valutazione. Che ci sta quando si hanno le idee chiare e dunque un piano preciso in mente. Non sappiamo però se sia il caso della dirigenza rossazzurra: Fabio Caserta resta il più quotato, se non altro perché da gennaio ad oggi, subito dopo i familiari, sono Grella e colleghi le persone con cui ha interagito di più. 

Ma secondo quanto raccolto le riflessioni non riguardano tanto il gradimento del tecnico, che c'è, quanto i termini contrattuali. Ci sono insomma diversi nodi con cui fare i conti. Il primo è quello dell'ingaggio: la proprietà offre molto meno rispetto a quanto percepito da Caserta rispetto agli ultimi anni. 

Il secondo nodo è dato dal fatto che evidentemente a seguito delle passate esperienze, il Catania non vuole più tenere sul groppone allenatori esonerati: la soluzione individuata sarebbe una clausola alla firma che preveda una buonuscita già stabilita in caso di avventura finita anticipatamente. Cose che Caserta accetterebbe anche se venisse accontentato sull'ingaggio base.

Infine il discorso squadra e budget. Caserta avrebbe bisogno di circa 8 innesti almeno per applicare al meglio i suoi principi, ma il Catania da un lato avrebbe intenzione di stanziare un budget minore rispetto allo scorso anno, a circa 5-6 milioni (con la possibilità di vedere poi al mercato invernale nuovi investimenti in caso di buon andamento in classifica). Dall'altro ha tanti giocatori con contratti fino al 2028 - tra l'altro quelli che hanno deluso o giocato con il contagocce - come Ponsi, Cargnelutti, Caturano, Bruzzaniti. 

Vicenza, Juve Stabia ed altre hanno dimostrato che con la competenza si può vincere anche spendendo meno, ma perché se Caserta è l'allenatore giusto secondo il Catania, gli perviene un'offerta così inferiore rispetto al suo ingaggio? Stipendio oltretutto molto simile rispetto a quello di Toscano nell'ultima stagione. Vi diciamo anche che a gennaio scorso, quando la dirigenza sentì la prima volta Caserta, quest'ultimo era sulla carta stato accontentato prima della momentanea conferma di Toscano.

Torre del Grifo e le spese che richiederà ha cambiato i piani? Semplice cambio di strategia rispetto al passato che ha dissanguato Pelligra con contratti emorragici economicamente? Il problema sta proprio qua, nella difficoltà generale nel percepire le intenzioni di un club ancora alla ricerca di identità e pianificazione.