Arena e Di Grazia trascinatori nei playoff. Il rapporto fra Catania e i giovani in vista del prossimo anno

Catania continua a guardarsi intorno alla ricerca di imprenditori facoltosi pronti ad investire su una città bramosa di rinascita, e nel frattempo i play off prendono i contorni dell'ennesima beffa. Si guardano i risultati e il pensiero fisso è: “chissà cosa avrebbe fatto il Catania… chissà come l'avrebbe giocata Baldini”; poi si clicca un'altra volta sulle singole partite e si scopre che il Gubbio del Direttore Mignemi ha passato il turno grazie ad Alessandro Arena, e nel Foggia è tornato protagonista Andrea Di Grazia. Palo, in faccia, l'ennesimo per i tifosi etnei.

Un sentimento misto, in realtà, perchè se da un lato un brivido di amara consapevolezza riporta alla mente gli “sprechi” delle ultime stagioni; dall'altro c'è la felicità di poter vedere dei ragazzi cresciuti in rossazzurro sorridere e trascinare le proprie squadre. Se qualcosa di positivo, però, si può riscontrare dall'ultima annata è sicuramente che, anche a Catania, i giovani possono fare bene e dare un contributo importante. I vari Cataldi, Simonetti, Greco e Moro hanno fatto capire che Catania deve saper coltivare chi se lo merita e non bistrattare a priori. Di Grazia e Arena hanno subito lo scotto di una mentalità sbagliata (anche se su Di Grazia il discorso da fare sarebbe un po' più ampio), ma per l'anno prossimo servirà quella pazienza che quest'anno è stata “forzata”.

In Serie D (in attesa di sapere ufficialmente se il Catania ripartirà da questa categoria) sarà obbligatorio puntare sui giovani, almeno quattro, ed è per questo motivo che sarà fondamentale scegliere bene, proprio come avvenuto con il direttore Pellegrino. La città ha fame e non vuole perdere tempo, ma sa anche riconoscere la qualità, quindi davanti a scelte oculate e intelligenti saprà dare il giusto tempo, perchè il passato benchè amaro insegna sempre qualcosa