Lo Monaco su Sinisa Mihajlović: "Mai gli ho visto commettere un atto di superbia. Le sue convinzioni andrebbero trasmesse ai giovani"

Le parole di Pietro Lo Monaco a Radio Sportiva, in ricordo di Sinisa

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Pietro Lo Monaco, intervenuto a Radio Sportiva, ricorda così Sinisa Mihajlovic:

“Nel 2009 lo scelsi io, fu una decisione coraggiosa, ma io ero convintissimo che lui era in possesso delle qualità per tirarci fuori e diventare un allenatore importante. Ricordo che tanti si proponevano, ma io volevo lui. La prima partita la perdemmo in casa con il Livorno, in maniera anche abbastanza inopinata, poi prima della partita successiva in casa della Juve lui diceva a tutti di stare tranquilli perché tanto avremmo vinto. E così fu. Il girone di ritorno fu eccezionale, con tanto di vittoria sull’Inter e record di punti, era un grande tecnico e grande uomo, sempre disponibile con tutti. Non gli ho mai visto commettere atti di superbia, la sua vita e le sue convinzioni dovrebbero essere raccolti in delle dispense e fatte leggere ai giovani. @@Nonostante fosse un allenatore esordiente io gli feci firmare un contratto di due anni, e il secondo anno non si fece solo perché gli arrivò una grande offerta della Fiorentina. Lui mi pregò di liberarlo per giocarsi questa possibilità, io lo accontentai per favorirlo nelle sue ambizioni. Ovviamente abbiamo continuato a sentirci, addirittura quando poi andò in altre società lui quasi mi chiese di poter proporre il nome a queste società, io ho sempre rifiutato. Un uomo del genere che se ne va a 53 anni lascia un enorme dolore, permettetemi di mandare un abbraccio a tutti i suoi familiari, è un vuoto gigantesco. @@Ma di episodi su di lui ne potrei raccontare mille. Ad esempio una volta il Catania andò in trasferta, al momento di pagare i conti ci furono problemi con la carta e nonostante avessimo chiesto di fare la fattura per poi pagare con il bonifico, Sinisa subito si propose di pagare con la sua carta. Ovviamente gli dissi di non permettersi, tra l’altro a quei tempi il Catania era molto in carne economicamente e poteva permettersi di fare la guerra con la Cina. Però la generosità dell’uomo era speciale, per non dire quanto fosse capace di trasmettere serenità e convinzione”.