La prima senza tifosi: Catania con la consapevolezza della capolista

In tutte le vicende della vita c'è sempre una prima volta, e stavolta, purtroppo, la prima volta riguarda l'impossibilità dei tifosi del Catania di seguire i propri colori in trasferta in quel di Santa Maria del Cilento. Abbastanza pleonastico ribadire l'assurdità di uno sport in cui i tifosi non possono seguire la propria squadra, ma l'impianto è troppo piccolo, le infrastrutture inadeguate, e allora si taglia la testa al toro con misure preventive che però renderanno alla lunga il calcio sempre meno passionale.

Come dicevamo sarà la prima volta per il Catania senza il migliaio e oltre di sostenitori pronti a colonizzare il comune ospitante, ma tralasciando l'amarezza del fatto in sé, proviamo a guardare la vicenda da un'altra prospettiva. In primis il Catania piano piano si dovrà abituare a questa situazione che purtroppo in Serie C potrà ripresentarsi con assiduità e dove tra l'altro raramente tre quarti dell'impianto verrà “offerto” agli ospiti. Il Catania quest'anno ha praticamente giocato sempre in casa, ma si è trattato di una piacevole anomalia che non ricapiterà scalando le categorie. Abituarsi al vero clima trasferta può essere un altro passo verso la crescita del gruppo, anche se la maggior parte dei giocatori in rosa sono già avvezzi a queste dinamiche.

Il Catania non deve dimenticarsi, poi, di essere la capolista con 11 punti di vantaggio sulla seconda, di essere il killer del campionato e di non dover avere paura di nessuno, in nessun contesto che sia casa o trasferta. Ripartire da questi concetti sarà fondamentale anche per archiviare gli ultimi venti minuti della gara con il Real Aversa in cui la paura e la frenesia avevano incomprensibilmente preso il sopravvento.