Avversario: corazzata Ascoli, ma il Catania sa come fare...

Ed Ascoli fu. Dopo innumerevoli ragionamenti, dibattiti e pronostici su quanto la formazione bianconera fosse la principale pretendente alla promozione tramite i playoff, adesso è arrivato il momento di buttare le carte sul tavolo ed assistere a quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata come una finale anticipata. E' difficile dire se la formazione di Tomei sia realmente la favorita di questi spareggi, ma ciò che è certo è che nel girone di ritorno è la squadra che ha conquistato più punti di tutti e tre i gironi, ben 43, rispetto ai 41 del Benevento e ai 40 del Vicenza. Un cammino devastante per tutte le avversarie, ad eccezione dell'Arezzo che ha mantenuto i nervi saldi riuscendo a vincere il campionato nonostante la sconfitta nello scontro diretto di fine marzo. In generale i numeri dei marchigiani parlano di 23 vittorie complessive, 8 pareggi e 5 sconfitte, grazie al secondo miglior attacco del girone (63 reti) e la miglior difesa (23); un ruolino impreziosito dai playoff dove la porta di Vitale è rimasta inviolata.
Il Catania dovrà mantenere altissima la concentrazione nella gara in trasferta perchè l'Ascoli ha conquistato ben 41 punti in casa perdendo solamente contro l'Arezzo, mentre in trasferta lo score recita 36 punti all'attivo ma anche 4 sconfitte. Sotto il profilo tattico Tomei ha alternato i due moduli a lui più congeniali, ossia il 4-3-3 ed il 4-2-3-1. Cresciuto alla scuola di Di Francesco, e quindi maggiormente legato al primo modulo citato, negli ultimi mesi ha sfruttato tutto il potenziale offensivo a disposizione giostrando sulla trequarti i vari Rizzo Pinna, Silipo e D'Uffizi, con quest'ultimo laureatosi capocannoniere della squadra con 13 reti, subito davanti a Gabriele Gori (12). Attenzione massima dunque da parte del Catania nei confronti di una squadra che fa del giro palla e dell'imprevedibilità sulla trequarti il suo marchio di fabbrica, sfruttando le diverse caratteristiche dei suoi interpreti, visto che Silipo predilige ricevere la palla sui piedi, mentre D'Uffizi assomiglia maggiormente ad un Cicerelli a cui piace molto anche farsi trovare in versione finalizzatore. Rizzo Pinna invece strappa e può facilmente attaccare la profondità.
Tante frecce nell'arco di Tomei che però potrebbe andare trovarsi a dover affrontare una partita simile a quella che il Catania impostò contro il Benevento, e che sicuramente vide i rossazzurri meritare ai punti, anche se poi il risultato finale sorrise ai campani. Insomma tutto può succedere fra due rose di primissimo livello con gli etnei forse dotati di un pizzico di esperienza in più
