Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

L’analisi: numeri amari dopo 7 gare. Come sovvertirli?

Tabbiani

I numeri del Catania, oggi, sono un dato oggettivo che nessuno può contrastare viste le sette, e non due, gare già disputate che rappresentano una cartina di tornasole abbastanza rilevante. Partendo da questo concetto cerchiamo di analizzare una statistica che fa riflettere: il Catania è passato quattro volte in svantaggio su sette gare, nonostante abbia la seconda miglior difesa del campionato. Un dato emblematico che fa capire come gli etnei subiscano poco, ma quel tanto basta per orientare le partite in senso oltremodo negativo, visto che solamente una di queste gare si è poi conclusa con punti (1) portati a casa.

Se il progetto ha bisogno di tempo è necessario che la difesa, la fortuna, il destino ti concedano di subire il meno possibile, ma così non è stato e le manovre offensive sempre più sterili stanno facendo il resto. Due soli marcatori andati a segno; tre gare senza reti siglate; zero gol da calcio piazzato e zero gol dalla panchina. Tante note che devono fare riflettere, soprattutto l'ultima legata alla partita lunga poichè il Catania non sta trovando supporto da chi subentra e questo aspetto viene confermato dalla difficoltà nel trovare la rete nei minuti finali: zero gol dal trentesimo al quarantacinquesimo e zero reti dal settantesimo al novantesimo.

Il campionato è ancora lungo, questo è innegabile e magari il punto di svolta di cui ha parlato mister Tabbiani potrebbe essere vicino, ma come dicevamo sette partite sono già un banco di prova utile per provare ad analizzare le basi del progetto rossazzurro. A questo si potrebbero aggiungere altri numeri, quelli legati agli assenti: 8/9 a Castellammare (Rizzo, Deli, Dubickas erano evidentemente a mezzo servizio) che servono da parziale giustificazione, però anche con una rosa ridotta era difficile ipotizzare una partenza così complessa.