Focus con Rosario Pelligra, l'intervista al presidente del Catania

Editoriale: “Catania si morde la lingua”

Scritto da Stefano Auteri  | 

Questa stagione è vergogn…”; “Io sono Cristiano Lucarelli e mi sono rotto le pa…”; “Noi tifosi siamo stanchi, non si può perdere cosi col Taranto e adesso contester…”. Abbiamo dato vita a teoriche reazioni verbali di stampa, tecnico e tifoseria che nella situazione in cui versa il Catania sarebbero state virtualmente tipiche. Le classiche prese di posizione di quando tutto va storto e l’altalena di risultati ha già fatto venire la nausea, ma oggi la matura Catania tutto ciò non lo sta facendo. Catania si morde la lingua e lo fa semplicemente perché all’orizzonte c’è l‘unico appiglio rimasto verso i play off, l’unica chance di dare ancora senso a questa stagione, l’unica competizione in cui i rossazzurri hanno realmente e pienamente onorato la maglia. La Coppa Italia è l’ancora di salvezza, se la salvezza non sarà però la zona in cui sarai risucchiato in campionato.


Un incrocio che sta diventando molto pericoloso, quello esistente tra Coppa e classifica, perché se è vero che tramite la scorciatoia il Catania potrebbe arrivare virtualmente terzo, è altrettanto vero che i rossazzurri si trovano al quattordicesimo posto in attesa delle gare di Foggia, Potenza e Turris. Un cortocircuito impronosticabile persino a novembre o dicembre, quando gli etnei non brillavano in graduatoria ma non erano cosi pericolosamente traballanti. Basti pensare che Di Carmine e compagni hanno ottenuto appena 34 punti sugli 84 a disposizione, ottantaquattro, un meno 50 che fa impressione solo a pronunciarlo e che va di pari passo con la cronica incapacità sia di dimostrare continuità (almeno di prestazione rispetto alla sfida contro la Juve Stabia) sia di ribaltare uno svantaggio. Ma la domanda principale è: perché il Catania si è fatto sovrastare dal punto di vista agonistico dal Taranto, quando appena sette giorni prima questo aspetto aveva permesso il trionfo con la capolista? Perché ha concesso a mister Capiano di esprimersi in maniera così critica e irriverente nei suoi confronti (parole che reputiamo lecite da ‘opinionista’, probabilmente risparmiabili da tecnico)?


Noi per primi ci mordiamo la lingua per non essere ripetitivi e banali nello scrivere sempre le stesse cose; ma chi principalmente si sta mordendo la lingua sono i tifosi e Pelligra. I primi sono le uniche vittime della stagione e stanno accettando una sconfitta bruciante come quella di Taranto con incredibile razionalità; il secondo sta vedendo il suo reiterato investimento non produrre frutti. Stavolta però viene parzialmente meno il classico principio di colpevolezza gerarchica per aver scelto uomini sbagliati perché il trait d’union in primis con Grella è genetico nella vita del nuovo Catania. Infine ad essersi morso la lingua è Lucarelli, il meno giustificato a farlo, che ha deciso di non presentarsi in conferenza nonostante il via libera della società. Scelta incomprensibile visto che lo stesso tecnico aveva detto che ci avrebbe sempre messo la faccia e che speriamo verrà spiegata, a meno che non si tratti dell’ormai solita strategia di distrazione di massa dopo l’ennesima partita incommentabile.

Dodici sconfitte su ventotto gare dunque, un record che ha la forza di uno schiaffo, ma come ormai sanno anche i ‘cutilisci’ “mercoledì c’è la Coppa”. E allora attendiamoci una prova di orgoglio, di forza e di autorità perchè solo questa è ammissibile. La pressione c’è, inutile dire il contrario, è normale e inevitabile che sia così, ed è anzi mille volte inferiore a quella che probabilmente ci sarebbe stata vent’anni fa. La piazza ad oggi è encomiabile (se ci si fa influenzare dai social meglio fare un’altra professione) e ventimila persone hanno già dimostrato di non pensare alle amarezze di Messina, Taranto, Potenza, Latina, ecc…; di infischiarsene di un abbonamento in altri tempi  già ”scicato“; di voler spingere i propri colori verso la finale. A patto però che in campo si dimostri di avere gli attributi. Non ci sono altre vie. C’è una scorciatoia, e poi tanti vicoli ciechi, sta al Catania non sbagliare strada e soprattutto perseguirla poi in campionato, altrimenti davvero ‘saremmo a mare’. Per la felicità solo dei cutilisci…