FOCUS: Lodi a...Rizzo

Analisi del match e numeri di Lodi e Rizzo

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Ritorno immediato ai tre punti, il +10 in classifica sul Lamezia, ma non solo: indicazioni importanti sono passate anche fai piedi di quel Giuseppe Rizzo che contro il Canicattì ha rappresentato l’anima del centrocampo rossazzurro, interpretando peraltro più ruoli nelle varie fasi del match. Nel primo tempo ha infatti agito come di consueto da guardia reale per Lodi e Rapisarda quando quest’ultimo saliva, veniva dentro al campo per giocare il pallone, o aveva semplicemente bisogno di un raddoppio in marcatura: sono ben 27 le volte che Rizzo ha giocato la sfera, con 3 aperture offensive e solo 5 appoggi sbagliati. Il tutto condito anche da un gol annullato (?) e un tiro, l’unico nello specchio, che ha impegnato Scuffia. Discorso un po' diverso per il compagno di reparto Lodi, apparso un po’ appannato in fase di possesso al di là del rigore sbagliato, che di palloni ne ha giocati 28 ma con poche verticalizzazioni (6) e 7 passaggi errati. Va però tenuto conto del fatto che il 10 etneo ha ovviamente agito in zona più centrale (sul punteggio di 0-0) e come da consuetudine osservato speciale di tutto il Canicattì, recuperando anche 5 volte la palla, cosa insolita per lui.

 

Nella ripresa Zeoli chiama fuori Lodi e butta nella mischia Palermo, spostando al centro Rizzo. Una scelta di uomini che veste il Catania in maniera più aggressiva: due mezzali, Vitale e, appunto, Palermo, che amano buttarsi dentro l’area avversaria e il numero 18 sulla carta con compiti più difensivi. In realtà le statistiche dicono che Rizzo ha sì tolto 5 volte il possesso al Canicattì, ma ha pure disegnato diverse ottime aperture nella metà campo avversaria, 6 per la precisione. Cosa ci consegna il secondo tempo della decima vittoria in campionato? Che in questo momento Ferraro non può fare a meno di Giuseppe Rizzo, vero tuttofare del centrocampo, e che il Catania può contare su una ulteriore valida soluzione quando la partita lo richiede. Del resto gli stessi Vitale e Palermo hanno interpretato sapientemente il ruolo: il primo mettendo in mostra una sempre più evidente maturità tattica a dispetto dell’età. Il secondo con inserimenti offensivi e dando il via all’azione del 2-0. 

Numeri e indicazioni che parlano abbastanza chiaro, per un Catania che si affaccia al primo scontro diretto in trasferta della stagione, e a cui certo la varietà di frecce nella faretra non manca.