Editoriale: "Rogito, ergo sum"

Scritto da Stefano Auteri  | 

Dove eravamo rimasti? Disorienta e sballottata da emozioni contrastanti, Catania cerca di passare indenne, o quasi, un altro momento cruciale della sua vita sportivo calcistica, saldamente ancorata ad un unico principio: attendere l'evolversi degli eventi con gli occhi sempre aperti. Eh sì perchè sognare distesi, rilassati, assopiti in un campo pieno di viole e inebriati da un bel nerello mascalese, produrrebbe una momentanea sensazione di benessere, ma il risveglio potrebbe essere devastante come un hangover per chi pensa di essere giovane, ma giovane non è più.

Ecco allora giunto il momento di mettere sul piatto tutto ciò che oggi “si può dire”, evidenziando ogni ragionamento, anche contrastante, che logicamente può essere sostenuto. E dunque si può dire che Mancini ha fatto qualcosa confermando la sua manifestazione di interesse con un'offerta, ma si può anche dire che molte perplessità permangono sulla base di un passato incoerente e di una reale salvezza che arriverà solo a giugno. E' doveroso dire, purtroppo, a voce alta che la Catania imprenditoriale non si è mossa (che poi se si fosse mossa come alcuni hanno fatto con la Sigi…), che la città di Catania non è attrattiva come pensavamo; ma è altrettanto ipotizzabile che il bene Torre del Grifo ha rappresentato (e rappresenta) il vero oggetto di interesse di qualunque imprenditore interessatosi in questi mesi. Si può dire che il Tribunale ha cercato in tutti i modi di tutelare il bene sociale rappresentato dal club della città, ma si può anche dire che la sua analisi si limita ad un passaggio e che poi la verifica totale verrà fatta dalla Federazione.

Cosa si evince da questo discorso? Semplicemente che le lotte intestinali che oggi si fanno a Catania hanno davvero poco senso, perchè tutti, in parte, hanno ragione. Dipende solo da chi utilizza l'evidenziatore e vuole sottolineare una verità rispetto ad un'altra, senza però accettare la posizione e i ragionamenti altrui. Avere certezze, oggi, non è possibile. E allora sinteticamente “Rogito ergo sum”, il Catania per adesso ancora esiste, ma non priviamoci della doverosa possibilità (soprattutto per chi fa informazione) di interrogarsi su come andrà avanti, sul piano industriale e sulle capacità economiche della nuova proprietà. Il momento per festeggiare e dire “grazie”, magari, arriverà ma non si può e non si deve commettere lo stesso errore fatto il 23 luglio in Piazza Verga, salvo poi rimangiarsi foto, sorrisi, "sciarpate" ed altro.

La teoria del male minore è la base della vita odierna del Catania: davanti a Finaria e a Pulvirenti meglio anche una Sigi con un organigramma fatto a casaccio (senza essere proprietaria) o con i vertici del suo progetto sotto indagine; e adesso, rispetto alla morte, meglio Mancini con tutte le sue incognite e le amicizie nate davanti a un caffè. Ogni reazione è comprensibile e ogni ragionamento accettabile, ma in primis accettiamoci tra di noi, catanesi, e insieme, attenti, viviamo passo dopo passo ciò che succederà.