Pagliara a Catanista: "Investitore vuole avere certezze. Su programmazione e azionariato popolare.."

Fabio Pagliara è intervenuto nel corso della puntata di Catanista il Talk, consueto appuntamento delle ore 13 in onda su Radio Fantastica e Sestarete, canale 215. Ecco le sue parole:

"Una bella notizia quella che è avvenuta, vorrei nel tempo non fosse più una notizia, iscriversi al campionato dovrebbe essere una normalità e non un miracolo. Come ha detto bene Nicolosi nei giorni scorsi, l'atteggiamento dei tifosi simbolicamente è stato molto importante perché si è dato il senso, non tanto della raccolta in se, quanto il fatto di dare un segnale di presenza e di esserci, e quindi di carica verso l'ambiente. Questo credo sia stato un meccanismo decisivo, credo anche strutturato non nel modo migliore o più giusto, bisognerà ora capire se diventano azioni o no, quello che viene fatto dopo, come questa grande passione che si è vista può esserci viene incanalata nel modo giusto, ovvero nel modello Cottarelli con l'Inter, piuttosto che altri modelli di crowdfunding. Io mi godrei la buona notizia, perché ancora una volta si è salvata la matricola e ci si è iscritti in serie C, chiaro che ora come tutti sono curioso di capire le prossime mosse, perché è chiaro, lo dico non in maniera polemica, ma costruttiva, un segno di discontinuità poi ci deve essere proprio per dare autorevolezza alle trattative, sentivo che da Sigi stanno dicendo in tutti i modi noi vorremmo e siamo pronti a lasciare spazio a chi può avere risorse maggiori, ovviamente per fare questo occorre dare certezze, se no non ci saranno mai investitori. Le trattative, i nomi di gruppi romani, esteri, fondi, advisor, posso testimoniare personalmente che ce ne sono più di uno che hanno quest'interesse, nello stesso tempo è chiaro che poi la trattativa, le certezze e le sicurezze che vogliono sono un'altra roba, è complicato, quindi credo che le difficoltà rimangano tutte e si debba essere concentrati per superarle evitando che sia un salto a ostacoli continuo"

"In questo momento occorre mettere tutto a sistema, cioè è evidente che per prima cosa su questo debito l'investitore vuole avere ovvie certezze, la prima cosa da fare è quindi la ristrutturazione del debito, ci vuole qualcuno che sia in grado di fotografarlo e ristrutturarlo in maniera chiara e seria, nel frattempo deve esserci nello stesso modo un meccanismo di sviluppo che va pensato certamente con ipotesi di azionariato diffuso, ma certamente con iniziative diverse, se ci focalizziamo soltanto sull'ipotesi della ristrutturazione del debito e come pagare tanti debiti e non si fa sviluppo, la piazza non risponderebbe più. La vera difficoltà in questo momento è proprio il doppio canale che deve esserci, ovvero ristrutturazione del debito e certezze, sviluppo. Se non si lavora su tutti e due i temi, l'investitore poi che vede le carte potrebbe scappare, ed è l'ultima cosa che ci auguriamo. Fanno bene in Sigi a lavorare questa volta su più fronti, perché questo va fatto. Meccanismo tifosi è servito per ridare un po' di entusiasmo all'ambiente, per far capire che chi investe lo fa su un popolo e non solo su una squadra"

"Contestualmente a questa ennesima operazione di generosità di Sigi e a fianco di quella che è una grandissima azione di generosità da parte del popolo rossazzurro, è evidente che ora ci si aspetta una conferenza stampa, diciamo una dichiarazione o qualche cosa che ci dica qual è il programma, ovvero intendiamo portare avanti questo con questo advisor che si occupa della ristrutturazione del debito e con questa società che vuole fare questo, insomma occorre dare assolute certezze sul fatto che si possono fare le cose bene o meno bene, si può aver fatto qualche errore, ma che oggi occorre su queste basi far capire che c'è una linea.

"La cosa più pericolosa, secondo me, per un possibile investitore è dare il senso che si navighi a vista, dicendo aspettiamo che succede il 5 con il tribunale, aspettiamo di capire poi cosa accade con un altra cosa, questo genere di meccanismo ovviamente allontanerebbe tutti, vi assicuro che le persone che domandano ci sono, un interesse generale, in Italia e all'esterno, per una realtà come il Catania c'è"

"La volontà di salvare la matricola è il valore aggiunto su cui lavorare, qualcuno ha fatto dei debiti e non è la Sigi ad averli fatti, adesso non si deve più guardare a questo, ma dire, di fronte ad una situazione complessa, non basta dire cerchiamo qualcuno, ma si devono dare gli strumenti a quel qualcuno che deve entrare di capire che c'è una solidità, o almeno una voglia di ristrutturarsi in maniera credibile"

"Rispetto all'anno scorso c'è maggiore consapevolezza sulla situazione economico finanziaria, c'è poi da parte di Sigi una consapevolezza diversa, un anno di esperienza in più. Dal punto di vista economico finanziario c'è una situazione simile a quella dello scorso anno, però si è fatto tanto lavoro da parte degli avvocati, quindi probabilmente qualche buona notizia arriverà dall'agenzia delle entrate o altri, quindi un lavoro non perso ma ben fatto, nello stesso tempo però mi sembra abbastanza evidente che la situazione rispetto allo scorso anno è che non si può più partire dicendo siamo inesperti e partiamo, oggi dopo un anno i tifosi pretendono che ci sia molta chiarezza, che ci sia molta trasparenza, lucidità nel dire le cose come stanno. Se c'è un fondo che mette soldi, giusto lo facciano ma si deve capire se sono entrati in società, se è uno sponsor, avere una situazione di chiarezza secondo me fa il bene di tutti"

"Diciamo che la situazione rispetto ad un anno fa è migliore, il fatto già di avere maggiore consapevolezza aiuta, si può anche pensare ad una stagione parzialmente Covid come quest'anno, con delle opportunità in più e specialmente la governance del Catania dopo un anno ha imparato errori e lezioni e credo che magari non percorra delle strade che non si conoscevano sul momento, ma che ormai si conoscono"

Futuro: se arriva una telefonata dal Catania? "Non credo che arrivi una telefonata, ma come ho detto molte volte e lo ridico, se il progetto fosse un progetto e un modello sul quale ci si può confrontare concretamente, una situazione diversa da quello che normalmente viene fatto in serie C, il problema infatti non è del Catania ma di tutti il calcio italiano, non avrei nessun dubbio a dire presente"