Mediana significa equilibrio, anche con il mercato alle porte. Tutto passa da lì?

Serve qualcosa nel centrocampo rossazzurro, le nostre riflessioni su un reparto particolare

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 
Lodi, Rizzo, Vitale

Campioni d’inverno con tre giornate d’anticipo, a 36 punti. E’ una notizia e da qui bisogna partire: ecco la contezza di quanto il Catania questo campionato lo stia triturando, più che giocando. La gara dallo spettacolo più che discutibile, andata in scena tra Sancataldese, interprete della sua partita della vita niente più che azzoppando ogni avversario in possesso palla, e Catania ha rappresentato anche il terzo pareggio in trasferta consecutivo. Campanello d’allarme? Beh, sarebbe troppo esagerato. Fa venire qualche dubbio? Forse, soprattutto alla luce del secondo tempo visto al Mazzola. Se nella prima frazione i verdegranata hanno tirato calci e offerto prestazioni attoriali, ma con grande intensità, nella seconda hanno fisiologicamente abbassato la tensione: ecco dove si potrebbe chiedere di più alla squadra di Ferraro, che prova a vincerla inserendo Giovinco e passando ad una sorta di 4-2-3-1 ma con Vitale, apparso un po’ appannato e magari anche stanco, finto esterno. Non proprio tra le sue migliori prerogative. E infatti da sinistra i rossazzurri non hanno più sfondato, sulla fascia destra i cross del rientrante Chiarella hanno sempre sbattutto sugli avversari senza mai arrivare in area; Giovinco non è riuscito ad imbucare palloni al centro; in parole povere possesso palla sì, attacco dello spazio poco e niente.


E’ proprio sul sopracitato Vitale che si può fare una prima considerazione: al Catania serve un altro centrocampista classe 2004 età che possa rappresentare un ricambio per il numero 24, o semplicemente un’alternativa per tentare un cambio modulo quando servirebbe. Fermo restando che Buffa e Bani sono in rosa ma non rappresentano soluzioni al momento considerate dal coach, e senza dimenticare l’altro centrocampista under Scognamiglio purtroppo infortunato da prima che iniziasse il campionato, il primo pensiero viene va direttamente in direzione mercato: la dirigenza e soprattutto Ferraro lo sanno, con quest'ultimo che lo ha anche accennato nel pre partita di San Cataldo. Serve per una questione logistica, dunque, ma anche per una questione di gioco. Perché ammesso che Vitale possa anche giocare tutte le partite fino al termine della stagione, senza mai essere sostituito, il Catania potrebbe trovarsi a voler (dovere, visto il campionato disputato finora, sarebbe un verbo già eccessivo) provare qualcosa di diverso in maniera efficace come accaduto ieri pomeriggio: l'unico centrocampista in panchina è stato Palermo, entrato al posto di Lodi. Scelta di Ferraro, che sapendo di non poter rinunciare a Vitale, preferisce effettuare i cambi in attacco rinunciando a volte ad un pizzico di imprevedibilità nella manovra di gioco. È un discorso da affrontare tenendo presente tutta la situazione a centrocampo, con un Lodi che complice l'età non può essere sempre al 100% e viene francobollato ogni domenica dall'avversario di turno. Sì potrebbe pensare a Rizzo, più a partita in corso che dall'inizio, perché soffrirebbe gli stessi problemi del numero 10 in un ruolo, la mediana, espressione calcistica del concetto di equilibrio.

Tutte considerazioni che ai piani alti della società si stanno già facendo, non dimenticando anche un andazzo del girone che non riesce a proporre un antagonista vero alla squadra migliore del torneo.