Jefferson a Catanista: "nel 2008 venni a Catania e fu bellissimo. Catania è più importante dei singoli"

Ospite oggi nel corso della puntata di Catanista, in onda su Radio Fantastica e Sestarete, è stato ospite l'attaccante del Catania, Jefferson, che ha parlato del suo momento splendido dal punto di vista realizzativo e dell'esperienza in rossazzurro. Ecco le sue parole:

“Col Sant'Agata forse abbiamo fatto una prestazione un po' sottotono rispetto alle altre e gli avversari, invece, hanno giocato molto bene; abbiamo sbagliato tante palle in uscita e questo ci ha messo in difficoltà. Tutto il gruppo sta rispondendo alla grande, è ovvio che chi gioca un po' meno vorrebbe scendere in campo di più, ma tutti sappiamo che l'obiettivo più importante è il Catania, è più importante di ogni singolo e tutti lo sappiamo. C'è magari un dispiacere personale da parte di chi gioca meno, ma non ci sono mai state cose eccessive, siamo tanti giocatori grandi e questo è utile, visto che abbiamo una visione un po' diversa rispetto ad un ragazzo molto giovane”

“Penso che possiamo perdere il campionato solo per colpa nostra. Se continuiamo così ci toglieremo grandi soddisfazioni. Ho un po' di nostalgia del Brasile, non vado lì da quattro anni. Io sono arrivato nel 2008 in Italia, avevo fatto un precontratto con la Fiorentina, dovevo aspettare qui tre settimane per avere la cittadinanza e indovinate dove sono stato? Ovviamente a Catania. Era tutto nuovo, bellissimo, ho mangiato tantissimo in quei giorni e ho preso diversi chili, mi dicevano mangia perchè se no si arrabbiano, e io mangiavo”

“Io sto cercando di migliorare e lavorare tanto, sulla velocità, sul cambio di direzione, poi le scelte le fa il mister. Per noi avere come punto di riferimento un ex giocatore come Grella è un grande vantaggio. Non lo vediamo sempre, ma spesso, ha fatto calcio e sa bene come approcciarsi ai giocatori. Io in carriera non ho fatto solo il centravanti, ma anche l'esterno o il trequartista, ovviamente per fare l'esterno devi stare molto bene per fare le due fasi. Il mister ci fa stare bene tutti, il suo pregio è quello di farci stare sereni, ovviamente non può accontentare tutti, ma è un grande gestore e cerca di tenere tutti con il morale al massimo”