I prossimi passi di fiducia per Mancini.

Il nuovo proprietario del Catania chiamato alle ulteriori garanzie sul futuro

Passi e futuro. Benedetto Mancini, vincitore del bando per la cessione del ramo d'azienda Calcio Catania e proprietario, se tutto dovesse andare per il verso giusto della nata FC Catania 1946, è chiamato a giorni dispendiosi e intesi.
Si discute già da due giorni con i curatori per modalità del rogito e soprattutto l'estensione di gestione di Torre del Grifo. Appunto rogito quando? Perché tempo così lunghi?

Denaro uguale fiducia. La piazza di Catania è stata troppo violentata e adesso guarda con speranza al “messia”. Nessun miracolo però da Benedetto, ma fatti concreti, cristallini, senza giochi. 


PRIMO PASSO IL VERSAMENTO DI QUASI UN MILIONE DI EURO - Mancini nei prossimi giorni oltre al rogito, dovrà coprire la posizione di limbo dei giocatori e staff attualmente in rosa. Insomma garanzia fideiussoria di circa 400-500 Milà euro presso la Federcalcio per garantire gli gli emolumenti dei giocatori sino al 30 giugno.

Sarebbe poi una finezza, da presidente vecchio stampo, garantire tranquillità alla squadra in vista della doppia trasferta: insomma non fare ritorno da Foggia per poi ripartire il giorno seguente per Avellino, ma il confort di rimanere fuori per ben 4 giorni senza stress per i ragazzi di Baldini. Vedremo.

ATTENZIONE ALTA SULLE PROSSIME SCADENZE - Da ciò meglio alzare le antenne sulle prossime scadenze Non vorremmo tornare a parlare nel mese di giugno di un Catania sull’orlo della nuova morte sportiva. Perché Mancini entro i primi di Giugno oltre al pagamento dei debiti sportivi, 2,8 milioni circa che lui sta provando anche a ridurre, dovrà fare i conti con l’introduzione varata dal Consiglio Federale dell’indice di liquidità che renderà ancora più complessa l’ammissione ai campionati. Senza dimenticare l'altra garanzia Fidejussoria alla Figc, mese di giugno, che potrebbe essere vicina ai 2 milioni di euro per ottenere, dopo ok della Covisoc il via libera alla nuova matricola e dunque al Campionato di Serie C.

IL MANCINI CONCRETO - Mancini ha sicuramente ad oggi consegnato un segnale, cioè di avere una disponibilità di 510mila euro nel patrimonio della società registrata alla Camera di Commercio etnea, la Fc Catania 1946, ma se, come sottolineavamo prima, aggiungiamo i costi di gestione e gli stipendi per l’ultimo trimestre stagionale, Mancini da qui a Giugno prima della garanzie Figc e Covisoc dovrà mettere mani al portafoglio per un totale di  4 milioni di euro. Attenzione poi alla spesa-costruzione della squadra 2022-2023 competitiva verso la Serie B.

REAZIONI - La piazza di Catania attende con fiducia da una parte, sorretta dal concetto di essere ancora via oggi, e quella parte scettica che vuole solo fatti e li attende. Anche perché sottolineano il concetto che nessuno si è preso la responsabilità tranne Mancini di provare a salvare il Catania. Dubbi però rimangono e sono tanti soprattutto derivanti dalle nubi di intromissione di soggetti della fallita Calcio Catania 11700 e della lacunosa descrizione di un patrimonio forte verbalmente ma “intangibile” dati gli introiti che appaiono solo da collaborazioni estere. Insomma picco per consegnare doppi guanciali di sonno tranquilli al futuro del Catania. Attenzione però felici di essere smentiti dai fatti concreti che Mancini dovrà dimostrare fin da subito. Stucchevoli le liti su piazza, di pensieri da testa sotto la sabbia al monito chi se ne frega da dove vengono i soldi e il suo patrimonio. Un concetto strano come se Catania non avesse imparato la lezione o non si fosse dotata di un vaccino contro tentativi maldestri di vita del Club. Quasi ad alzare il naso al cielo e scambiare gli avvoltoi per colombe bianche.

Nessun preconcetto, ma il dubbio resta e adesso tocca a Mancini dimostrare di essere IL  presidente del futuro e non della definitiva mazzata.