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Top Player: Toscano mostra i muscoli

Scritto da Marco Massimino Cocuzza  | 

Ci eravamo abituati ad un Catania “macchina”, in casa praticamente perfetta per diversi motivi, soprattutto difensivi. Poi a Monopoli la rimonta dal sapore “umano” dopo diverse incertezze. Ora ci toccano le analisi di una vittoria sul Cosenza che a molti potrebbe sembrare la solita, con clean sheet e 2-0 (il 7° stagionale): non lo è, e Toscano lo sa meglio di tutti, nonostante in conferenza sia stato riduttivo nelle spiegazioni. Forse la partita in cui più si è vista la sua mano, che ha mosso le pedine di un Catania stavolta stratega nelle scelte iniziali; D'Ausilio sulla sinistra dove il Cosenza era in difficoltà con due assenti, per dare imprevedibilità ma con Rolfini costrittore per la coppia di centrali calabresi, proprio per aprire spazi in cui inizialmente anche Jimenez si è inserito. Infatti la prima rete arriva perché subita da una formazione impreparata al piano di Toscano, su palla persa a destra, condotta a sinistra e finalizzata in area. 

Il tecnico ha mostrato la testa, il piano definito, e poi i muscoli. Dunque mossa inaspettata, tranquillità solita nella gestione del risultato e cambi stavolta non per risolvere ma per frantumare le tenere ossa dell'avversario. 12 porte inviolate al Massimino, 16 considerando le visite altrove, oltretutto senza mai poter schierare due volte di fila la stessa retroguardia: spendiamo una ennesima parola sul sistema difensivo che va avanti da solo, con un esordiente al centro di essa, un braccetto mancino a destra, un portiere che aveva accusato fastidi nei giorni immediatamente precedenti. C'è questa sensazione di automatica efficienza costruitasi ed a cui aggrapparsi sempre e comunque, ed ormai una sudditanza psicologica per chi deve attaccare gli etnei.

Toscano potrebbe essersi definitivamente sbloccato, magari doveva crescere anche lui insieme alla squadra, visto che sottolinea tanto questo concetto: superato il mini-ciclo complicato di Monopoli e Cosenza, adesso un Sorrento non in un gran momento, poi un febbraio sulla carta pregno di punti succulenti. Da assorbire il più possibile.